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2015

Palombo, dal Cesena al Cesena: «Vogliamo l’Europa. Mihajlovic? Se andasse via…»

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Angelo Palombo è da 13 anni il faro della Sampdoria: da quando arrivò nell’estate 2002 – quando era un giovane virgulto appena uscito dalla sua stagione d’esordio in A alla Fiorentina – il numero 17 è sempre stato lì per i colori blucerchiati. Un breve passaggio in prestito all’Inter non ha cancellato l’affetto dei tifosi, riconquistato a suon di prestazioni. Specie quest’anno con Mihajlovic, dove Palombo è uno dei più presenti: 30 presenze stagionali nel 2014-15, il primo insieme a Stefano Okaka.

RICORDI DOLOROSI – La gara con il Cesena diventa l’ideale trampolino per l’Europa. Proprio quel Cesena che vinse 3-2 quattro anni fa, decretando la fine dell’avventura di Di Carlo sulla panchina della Samp. Palombo è l’unico rimasto in squadra di quella disfatta: «I ricordi non possono certo essere piacevoli. Del resto di ricordi belli in quella stagione non ce ne furono proprio. Dopo quella gomitata continuai a giocare, non volevo uscire, era una partita troppo importante. Poi ad un certo punto mi sentii quasi svenire e chiesi il cambio. Eravamo sullo 0-0. Fui portato in ospedale, mi fecero gli esami che riscontrarono una costola rotta e il polmone perforato».

L’INIZIO DELLA FINE – Un colpo duro, ma che non fermò Palombo dal tornare al Ferraris immediatamente: «Io volevo tornare allo stadio, così chiesi di essere riaccompagnato a Marassi. La squadra si trovava sotto di tre gol, l’atmosfera era particolarmente tesa – racconta il capitano blucerchiato ai microfoni di “Tuttosport” -. Poi arrivarono le due reti della Samp che però furono solo un’illusione perché la partita terminò con la vittoria del Cesena. Feci la conferenza stampa, poi andai a parlare con i tifosi e tornai in ospedale. Fu una delle giornate peggiori, non tanto per me quanto per la Sampdoria».

PRESENTE IN A, FUTURO IN EUROPA – Ora c’è di nuovo il Cesena nella corsa all’Europa League. Un modo per chiudere il cerchio: «Il passato è passato. La nostra retrocessione non fu certo per colpa del Cesena. Loro si salvarono e noi no, furono solo più bravi di noi. Non dobbiamo guardare indietro, ma sappiamo che abbiamo di fronte un’occasione importante per avvvicinarci all’Europa». Ma Palombo non precisa “quale” Europa: «Non abbiamo limiti. Il terzo posto sappiamo che è difficile ma non impossibile. Noi ci proviamo, ma senza fare voli pindarici. L’Europa League però è lì e non vogliamo sbagliare nulla, anche perché ci saranno sette scontri diretti e qualcuno dovrà lasciare qualche punto per strada».

GRUPPO E MIHAJLOVIC – Un gruppo unito quello blucerchiato, capace di assorbire anche i primi contrasti tra Samuel Eto’o e Sinisa Mihajlovic, anche se ora il camerunense sembra essersi ambientato: «Tutto bene, ma soprattutto ha dimostrato grande umiltà. Fin dall’inizio si è adeguato ad una realtà più piccola rispetto ai grandi palcoscenici a cui è sempre stato abituato. E mi riferisco a tutto, ad esempio anche alle strutture. Ci aiuta, ci dà consigli, ha portato esperienza e classe». Il futuro del serbo rimane incerto, ma Palombo pensa solo al campo: «Noi leggiamo, ma queste voci non ci disturbano. Siamo vaccinati. Posso solo dire che se Mihajlovic dovesse andare via, la Samp perderebbe moltissimo».

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