Pavan svela i segreti della Primavera: «Ecco come ci siamo salvati»

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© foto SampTV

Pavan e una salvezza all’ultimo respiro con la Primavera della Sampdoria: «Grazie ai ragazzi e al mio staff, è merito loro». Poi la ricetta per il trionfo: «Umiltà, lavoro e… spogliatoi puliti»

Dopo un girone di andata di sconfitte e sofferenze, la Primavera della Sampdoria ha saputo ripartire con un cambio in panchina che ha permesso di dare una svolta alla stagione e conquistare un’inaspettata salvezza all’ultima giornata. Simone Pavan, subentrato alla guida tecnica al posto di Massimo Augusto, ha raccontato le emozioni di quest’annata ai microfoni di SampTV: «E’ stata qualcosa di unico, indescrivibile, la gioia che abbiamo provato a Napoli (l’ultima partita, ndr), dopo tutti i sacrifici fatti. Solo noi sappiamo cosa abbiamo provato a ripresentarci ogni volta dopo le sconfitte, magari sapendo di essere ancora ultimi. Devo dire che questi ragazzi hanno un’anima forte, abbiamo creato un gruppo coeso che è andato oltre ogni aspettativa e difficoltà. Il merito è tutto loro, perché si son dati un gran da fare e hanno lottato fino alla fine. Il mio passaggio a novembre non è stato facile – ammette il tecnico friulano – con i ragazzi dell’U17 stavo andando molto bene. Anche loro sono un gruppo molto affiatato e li ringrazio, perché è merito loro se la società mi ha dato la possibilità di allenare la Primavera».

Pavan prova a riassumere la ricetta che ha permesso di raggiungere questo importante traguardo: «E’ stato difficile perché la situazione era brutta: testa bassa, non ci siamo fatti condizionare da niente e nessuno, e poi il risultato è arrivato. Ho lavorato subito sulla coesione del gruppo, perché con un gruppo forte mentalmente puoi affrontare qualsiasi situazione e questa era brutta. Penso di esserci riuscito, ma grazie a loro. Abbiamo inserito piccoli particolari, come l’umiltà e il rispetto, e la pulizia per gli spogliatoi: ci tengo molto – sottolinea – se rispetti te stesso e chi lavora per la Samp hai rispetto anche in campo».

La Primavera ha dovuto attraversare molti momenti bui durante la stagione: «Sicuramente il mese di gennaio è stato il più duro. Dopo la sosta abbiamo pareggiato in casa col Napoli 1-1, poi tre sconfitte pesanti, però la nostra forza è stata quella di non farci condizionare da niente. A volte – racconta Pavan – il lunedì non dicevo appositamente niente sulla partita, volevo vedere come reagivano i ragazzi e il loro approccio all’allenamento. Ho avuto sempre risposte positive: ad ogni ripresa, qualsiasi fosse stato il risultato del weekend, si ripartiva sempre a mille all’ora. Sono sempre stato fiducioso, non l’ho mai potuto dire, ma ci credevo: vedendoli allenare, non potevo aver dubbi».

«Il momento della svolta secondo me è stato con la vittoria casalinga sul Milan per 3-0. Ripetevo ai ragazzi che prima o poi anche noi, in fondo alla classifica, avremmo vinto con le grandi: ci eravamo andati vicini contro l’Inter, ma contro il Milan c’è stata una scossa importante. In quel periodo abbiamo fatto 17 punti in due mesi, e questo ci ha dato non solo la possibilità di superare tutti, ma anche permetterci di perdere i due match finali salvandoci ugualmente. Mi sono complimentato con i ragazzi perché sono i primi protagonisti, ma dietro c’è il mio staff, che non finirò mai di ringraziare: anche loro si sono adattati subito alla mia filosofia e hanno lavorato a testa bassa. Se è arrivata questa salvezza, il grosso merito va a loro».

L’ultima giornata ha visto la Sampdoria perdere in trasferta a Napoli per 3-2 ma, grazie ai risultati delle dirette concorrenti, i blucerchiati sono riusciti a evitare i playout e a salvarsi direttamente: «Gli ultimi minuti sono stati molto tesi, naturalmente eravamo in collegamento con le altre partite. Dopo il gol del Verona abbiamo avuto un momento di panico – ricorda – però abbiamo sempre avuto avuto la serenità di azzardare un cambio giusto, e infatti siamo andati sul 2-1. Devo essere sincero, dopo il gol del Milan c’è stata un’esultanza particolare, anche se non decisiva: quando ci hanno comunicato che la partita era finita, invece, addirittura abbiamo esultato con il Napoli. E’ la prima volta, e penso anche l’ultima, che esulto dopo una sconfitta. Tutto questo ce lo siamo meritati, è il giusto premio per tutto ciò che hanno fatto i ragazzi», ha concluso Pavan.

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