Peeters scopre la Samp: «Essere qui è bellissimo»

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© foto SampTV

Peeters si racconta: «Sono nato in Guinea, ma una famiglia belga mi ha adottato a 6 anni. Essere alla Samp è bellissimo, sogno la prima squadra»

Arrivato alla Sampdoria a inizio luglio insieme a Idir Boutrif, Daouda Peeters è l’ultimo colpo in prospettiva messo a segno da Riccardo Pecini prima del suo trasferimento all’Empoli. Arrivato dal Club Brugge, il mediano belga ha preso parte al ritiro di Ponte di Legno con la prima squadra, anche se quasi sicuramente il suo futuro sarà in Primavera: «Sono nato in Guinea – si racconta ai microfoni di SampTV – ma all’età di sei anni sono stato adottato da una famiglia belga. È un grande passo in avanti arrivare in Italia, sono contento di essere qui. In Belgio, fra Brugge e Lierse, sono cresciuto molto, ma ho scelto la Samp perché penso che sia un club importante nel calcio italiano. Ho sentito molte volte parlare bene dei suoi scout e dell’ottimo lavoro che svolge con i giovani. Ho visto anche un paio di match, ha fatto un buon campionato: per me è una grande squadra, con un bel gruppo che gioca un bel calcio. Questo è importante per me».

Il classe ’99, nonostante vesta il blucerchiato solo da pochi giorni, ha già avuto modo di stringere amicizie: «Ho visto da vicino Colley e Praet, che sono cresciuti in Belgio e sono ottimi calciatori adesso. Praet lo guardo sempre, per me è un punto di riferimento, oltre al fatto che sia belga. In patria è famoso, allenarmi con lui è fantastico e noto quanto tocchi velocemente la palla. È bravo in tutto, è davvero un ottimo giocatore». Le differenze sono saltate subito all’occhio, ma Peeters non si fa intimidire: «Nel campionato belga ci sono grandi club e giocatori, ma essere in Serie A è bellissimo. La tattica conta molto di più e Giampaolo spende molto tempo sulla fase difensiva: voglio essere un giocatore importante per la Primavera – conclude il centrocampista – ma allo stesso tempo far parte della prima squadra per potermi allenare con loro ogni giorno. Entrare a farne parte sarebbe fantastico». Per l’intervista completa avvia il video qui sotto.

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