Pellegrini fantastica: «Chissà quella Samp con Giampaolo…»

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© foto A Tutta Samp

Pellegrini stravede per Giampaolo: «Rosico un po’, chissà cosa avremmo potuto fare noi con lui». E sulla difesa: «Andersen meglio di Skriniar, Bereszynski è migliorato poco»

Un mercato ben condotto, a dispetto delle aspettative, una filosofia di gioco corale, la solidità difensiva. Sono tanti gli ingredienti che hanno caratterizzato questo convincente avvio di stagione per la Sampdoria, che dopo 9 giornate si ritrova quinta in classifica, anche con qualche punto lasciato ingenuamente per strada. Per Luca Pellegrini, ex difensore e capitano di quella storica Samp dello scudetto, il vero protagonista è Marco Giampaolo: «Il fenomeno è in panchina. Giampaolo è un fuoriclasse, è lui che li mette in campo e li sa far crescere. Rosico un po’, perché penso chissà cosa avremmo potuto fare noi con un maestro del genere? Grazie a lui tutti migliorano naturalmente. Giampaolo ha un modo di coordinare all’unisono il reparto che rasenta la perfezione. Sembra la Playstation».

Per Pellegrini, sono tre le qualità necessarie per allenare come il tecnico blucerchiato: «Servono capacità, professionalità e coraggio, perché mantenere una linea così alta vuol dire avere coraggio, con le caratteristiche dei difensori della Sampdoria. A parte Bereszynski, infatti, gli altri non hanno grande velocità e il rischio di essere presi d’infilata è alto. Bereszynski invece rimedia con il recupero anche a qualche errata lettura. Lui è quello che per me è migliorato meno – ammette l’ex bandiera doriana – Murru invece lo ha fatto, ma vedo ancora parecchi limiti. Sembra che abbia bisogno di un episodio favorevole per partita. Se fa una buona giocata allora la prestazione svolta».

La retroguardia della Sampdoria ha numeri da record quest’anno e si piazza tra le migliori d’Europa. Merito anche degli interpreti: «La crescita di Andersen è qualcosa di impressionante. Ha una capacità di apprendimento che supera anche quella di Skriniar – ha spiegato Pellegrini ai taccuini de Il Secolo XIX -. Tonelli ha le famose conoscenze. Gioca a memoria e in questa maniera rimedia anche a qualche problema fisico che secondo me non ha ancora risolto del tutto».

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