Pereira-Benfica, una storia d’amore che non decolla

Pedro Pereira
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Pedro Pereira ha sognato a lungo il ritorno al Benfica, ma non sta trovando lo spazio desiderato in Portogallo: la situazione

Ha sognato a lungo il ritorno alla casa madre, fin da quando è arrivato alla Samp. Perché Pedro Pereira è fatto così: il Benfica potrà non avergli dato fiducia in maniera immediata, ma nonostante l’arrivo nella Genova blucerchiata, il giovane difensore non ha mai smesso di pensare alla sua squadra del cuore. Anche quando esordiva a 17 anni in Serie A, con Walter Zenga – e in questo gli vanno dati tutti i meriti del mondo – che non si preoccupava di lanciare giovani: Ivan, Rocca, Bonazzoli e Pereira, tutti in prima squadra. La maturazione è stata lenta, discontinua, graduale: Montella l’aveva addirittura escluso dalle rotazioni, finché l’arrivo di Giampaolo e gli infortuni di Sala non l’hanno rimesso in gioco. Allora il Benfica si è rifatto avanti, per riaverlo subito: a gennaio si è così concretizzata l’operazione, con un conguaglio e il cartellino di Filip Djuricic a fare il viaggio da Lisbona a Genova.

RITORNO DUBBIOSO – Tuttavia, la seconda avventura di Pereira a Lisbona non sta andando come previsto. Il Benfica è avanzato agli ottavi di Champions (uscendo contro il Borussia Dortmund con un complessivo 4-1), domina in Portogallo ed è in corsa per due obiettivi, tra cui il campionato. Tuttavia, Rui Vitória non ha ancora schierato il giovane Pereira dal suo ritorno al “Da Luz”: l’ex Samp – così come l’altro acquisto principale del mercato invernale, Marcelo Hernes, arrivato dal Grêmio – non ha visto ancora il campo, nonostante nel frattempo il Benfica abbia giocato dieci gare dall’arrivo del terzino. Secondo il quotidiano O Jogo, però, questo non è dovuto a una mancanza di fiducia, quanto al bisogno secondo il tecnico portoghese che i due s’integrino al massimo nel quadro tecnico-tattico della squadra. Nel caso specifico di Pereira, l’allenatore vuole che – come il titolare del ruolo, Nélson Semedo – l’ex Samp spinga di più, mentre in Italia era più abituato ad ancorarsi nella sua posizione per difendere lo spazio alle spalle della mezzala. Vedremo se il tempo gli darà ragione: le doti di Pereira non prevedono un’attesa così lunga.