Pozzi: «Samp rapporto speciale e straordinario»

Pozzi
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Tornato al calcio professionistico, Nicola Pozzi conferma il suo amore per la Sampdoria

Ve l’abbiamo raccontato qualche settimana fa, Nicola Pozzi dopo un periodo da svincolato ha trovato squadra, la Pro Piacenza, una nuova avventura per l’attaccante romagnolo che negli ultimi anni ne ha viste un po’ di tutti i colori: «È una scommessa con me stesso, vorrei tornare a divertirmi e sentirmi nuovamente giocatore. Ho scelto di farlo in una realtà come la Pro Piacenza, gestita come una famiglia. Mi hanno trasmesso la giusta voglia e la carica necessaria per mettermi di nuovo in discussione. Per questo ringrazio il presidente e il mister Pea. Si respira unariserena, si lavora molto bene e ci si concentra solo sugli allenamenti. Io volevo vedere se sono in grado di tornare a buoni livelli, è una sfida con me stesso».

SAMP, RICORDI INDELEBILI –
 Quando si parla del vero Pozzi giocatore, il ricordo non può che tornare alla stagione 2011/12, e alla sua migliore versione blucerchiata da 20 gol in quella stagione fra campionato e playoff: «Alla Sampdoria m
i sono tolto delle bellissime soddisfazioni – racconta ai microfoni di SkySport – mi vollero MarottaAsmini. Sono stati 5 anni fantastici, pieni di gioie, ma anche di dolori. Passammo dalla Champions alla retrocessione nel giro di un anno. Poi ci fu la promozione e due campionati di A di buon livello. Purtroppo nel quinto è arrivata una separazione forzata, ma non cancella la mia storia con la Sampdoria. Quell‘alternanza di emozioni ha creato un legame unico, straordinario. Cassano? Con lui ho unl rapporto normale, ultimamente ci siamo persi un po’ di vista. La separazione dalla Samp? In quel momento lì la dirigenza della Sampdoria mi aveva fatto capire, tra virgolette, di togliere il disturbo. E così ho fatto, non volevo rimanere dove non ero ben voluto, anche se avevo un contratto lungo. È stato chiaramente un periodo di sofferenza per me, perché andar via dalla squadra che ho amato più di tutte in carriera mi ha fatto male. Però in quel momento la scelta più giusta era separarsi. L’orgoglio e l’invito di quei dirigenti forse mi hanno fatto prendere una scelta affrettata, Parma. Non dovevo andare in una società in quella situazione e da un allenatore come Donadoni che probabilmente non mi voleva. Ma adesso è passato».