Primavera: sesto posto e quella fase finale che manca dal 2009/2010…

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«O meize de çiòule o ven pe tûtti» recita un vecchio proverbio genovese, e quello della Samp Primavera è appena arrivato, come ogni stagione da qualche anno a questa parte. Impossibile nasconderlo: ci si aspettava qualcosa di più dalla stagione dei giovani blucerchiati. La rincorsa per un posto playoff si è infatti conclusa due turni in anticipo, con un’amara sconfitta esterna a Spezia. Tempo di bilanci, tempo di capire cosa non abbia funzionato in una stagione in cui tutto è sembrato andare storto.

La qualificazione alla fase finale del torneo manca dalla stagione 2009/2010, quando la Samp concluse al primo posto la fase ai gironi, e poi fu battuta in semifinale dal Genoa, dopo aver superato il Chievo ai quarti. Nelle tre stagioni successive i giovani blucerchiati fallirono la qualficazione, mentre nel 2013/2014 si piazzarono quinti, venendo però battuti dalla Roma ai playoff. La stagione scorsa fu di nuovo quinto posto, ma questa volta fu la Lazio a chiudere anticipatamente l’accesso all’ultima fase della competizione. Il mancato piazzamento di quest’anno completa un quadro evidentemente preoccupante, soprattutto per una società che dichiara a gran voce di investire sui giovani.

Se diamo uno sguardo a calendario e classifica della corrente stagione, si palesa subito una pronunciata discordanza, in termini di risultati, tra il girone d’andata e quello di ritorno. La Samp ha infatti collezionato solamente 20 punti dei 47 totali nelle prime tredici partite, perdendo contro squadre non proprio irresistibili, come Trapani e Spezia, e soprattutto con le dirette concorrenti a un piazzamento playoff, come Fiorentina, Sassuolo e Virtus Entella. Si poteva fare meglio? Certamente, anche perchè certi passi falsi, si è visto, si pagano sempre.

Mister Pedone ha lavorato bene nel complesso, anche considerando la sua assenza tra settembre e novembre, dove è stato chiamato a sostituire Cagni in prima squadra. Il tecnico quest’anno si è portato a casa qualche soddisfazione: suo il merito, per esempio, della vittoria interna con la Viola, affondata dal neo entrato Tommasini, migliore in campo con assist e gol in tre minuti; indelebile pure il punto ottenuto a Torino contro la Juve capolista, con la Samp unica squadra a uscire imbattuta da Vinovo. Malgrado ciò, resta qualche ombra sulla gestione della formazione: inspiegabile, per esempio, la decisione di non concedere più spazio a Tommasini, apparso in forma e più volte decisivo nel girone di ritorno.

L’organico di questa squadra era abbastanza forte da raggiungere il quinto posto, su questo non c’è dubbio: sono molti i nomi che sentiremo calcare i campi della massima serie nei prossimi anni. Non c’è giustificazione per un team che ha schierato per tutta la stagione Andrés Ponce, il capocannoniere in carica, fallendo comunque un piazzamento tra le prime cinque. Il grande numero di punti persi contro squadre inferiori sulla carta evidenzia qualche carenza nella preparazione motivazionale e questo è, in conclusione, l’aspetto su cui il mister dovrà lavorare in vista della prossima stagione.