Proiettili all’AIA, Ferrero insorge: «Siamo nell’Italia degli anni ’70?»

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© foto Valentina Martini

Plichi contenenti pallottole all’AIA, Ferrero duro: «Gli arbitri sono il nostro fiore all’occhiello. Siamo nell’Italia degli anni ’70?»

Ha destato scalpore e indignazione l’episodio accaduto ieri pomeriggio nella sede dell’AIA: come denunciato dal Presidente Nicchi, sono state recapitate alla sede dell’Associazione Italiana Arbitri delle buste contenenti pallottole, un chiaro segnale intimidatorio che ha reso ancor più evidente il clima di crescente violenza, verbale e fisica, che riguarda la classe dei fischietti italiani, dai dirigenti fino agli arbitri dei campi di provincia. Il presidente della Sampdoria Ferrero ha inteso mostrare la propria solidarietà all’intera categoria arbitrale: «Ho appreso con sgomento e incredulità delle minacce ai vertici degli arbitri Nicchi e Rizzoli. Loro e tutti i direttori di gara – si legge su Sampdoria.it, dagli internazionali a quelli che tengono in vita il calcio nei campi di provincia, hanno la mia più sincera solidarietà».

Il numero 1 blucerchiato ha poi continuato denunciando il clima di crescente opposizione e odio nei confronti dei direttori di gara del nostro Paese, fra i più qualificati al mondo: «Non c’è calcio senza arbitri. Come siamo arrivati a questa situazione? Siamo l’Italia degli anni 70 quando avevi paura di aprire anche la posta? Ha fatto bene Nicchi a denunciare, a guardare negli occhi quelli che minacciano il sistema. Il calcio italiano ai Mondiali sarà rappresentato solo dai nostri arbitri: sono il nostro fiore all’occhiello, uno di loro merita a prescindere di dirigere un’altra finale, dobbiamo sostenerli, non intimorirli. L’arbitro è un giudice, può sbagliare, perché sbagliare è umano – conclude il Presidente – , ma non può subire minacce di questo genere».

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