Quagliarella: «Vorrei chiudere la carriera alla Samp, ne stiamo parlando»

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Quagliarella: «Sassuolo? Ci vorrà la miglior Sampdoria. Vorrei chiudere la carriera qui, ne stiamo parlando»

L’attaccante della Sampdoria Fabio Quagliarella, presente insieme a Sala e Torreira per un incontro con i tifosi presso Willy Sport a Genova, ha parlato della prossima sfida di campionato alla stampa presente: «Nessuna partita è facile. Il Sassuolo è una delle realtà più bella in Italia, per affrontarla ci vorrà la miglior Sampdoria. Speriamo che i nazionali abbiano recuperato appieno, abbiamo bisogno di loro».

TRAGUARDI – Ci si chiede dove possa arrivare questa bella Samp, un bel mix tra giovani e giocatori più esperti che dopo l’inizio deludente si sta riprendendo: «Stiamo costruendo e stiamo crescendo pian piano. C’è bisogno di tempo – spiega il numero 27 – e di passare attraverso alcune sconfitte. I giovani devono crescere, e qualche risultato si sta vedendo».

GIAMPAOLO – Nonostante le sue prestazioni non siano state sempre brillanti, mister Giampaolo lo ha sempre schierato credendo nelle sue qualità: «Mi vede durante la settimana, sa che mi impegno. A inizio campionato ho sempre fatto fatica, la mia carriera dice così. Poi lui mi conosce da 10 anni e sa benissimo cosa posso dare in campo».

FINE CARRIERA – Quagliarella parla anche di una possibile chiusura di carriera proprio con la maglia della Sampdoria, ipotesi che prende in considerazione: «A me piacerebbe. Stiamo parlando con la società – rivela – e da parte mia c’è tutta la voglia di restare in questa piazza. Non dimentico che mi hanno voluto a tutti i costi e l’affetto della piazza. Poi per me la Samp ha un significato bellissimo, qui mi sono sentito sempre a casa. C’è un rapporto speciale con i tifosi. Sono calorosi alla domenica e in settimana ti lasciano lavorare».

MURIEL – Un’ultima battuta sul suo compagno di reparto Luis Muriel, che a suon di gol e prestazioni sta convincendo tutti che questo possa essere il suo anno: «Luis è un gran bel giocatore e io cerco di dargli una grossa mano. Gli basta davvero poco per diventare un campione vero».