Ramirez, che nostalgia dell’Uruguay: «Ma resterò a Genova»

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Ramirez, nostalgia dell’Uruguay: «Ma io e la mia famiglia penso che resteremo a Genova»

Nonostante le premesse iniziali facessero pensare che tutti i giocatori sarebbero rimasti a Genova, in casa Sampdoria sono arrivati i primi addii, o meglio, i primi “arrivederci” (a chissà quando). Gaston Ramirez è lontano da casa sua, dall’Uruguay, e la nostalgia è tanta: «In questo caso le distanze si azzerano, nel senso che sono enormi per tutti. Alcuni miei compagni hanno le famiglie a 3/400 chilometri, poche ore di macchina, e non possono tornare da loro. La mia famiglia, mia moglie e i miei tre bimbi, è qui con me e fortunatamente vivo insieme a loro ogni ora di queste lunghe giornate».

«Certo – ammette il trequartista blucerchiato a Il Secolo XIX – quando poi sento mamma e papà in Uruguay, o i miei fratelli, vorrei essere là. Cerco di aggiornarli della situazione qui in Italia. In Uruguay il numero di contagi è ancora basso ma secondo me sono molti di più di quelli comunicati. Perché fanno pochi tamponi e poi bisogna tenere conto degli asintomatici». La tentazione di riabbracciare il Sud America è forte: «Se tornerò a casa? Non lo so. Forse no. Godin è rientrato, ma era solo, è più facile viaggiare. Vecino ha figli ed è rimasto. Penso che resteremo a Genova. Non riesco a togliermi dalla testa la gente che soffre… noi giocatori e la società abbiamo dato una mano al San Martino. Bisogna che chiunque, se può e per quel che può, alimenti la raccolta fondi. Perché non è finita».