Ramirez rassicura i tifosi: «Ora sto bene. Quagliarella? È da Barcellona»

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Ramirez si lascia alle spalle l’infortunio: «Sto bene, testa al Milan e all’Europa. Cessione? Non ci tocca, orgogliosi di ciò che facciamo»

Nell’ultimo mese Gaston Ramirez lo si è visto poco in campo. Non certo per scelta tecnica dell’allenatore della Sampdoria Marco Giampaolo, che lo ritiene una pedina fondamentale nel suo scacchiere, ma per via di una serie di problemi fisici con cui l’uruguaiano ha dovuto convivere. Adesso, però, il peggio sembra ormai alle spalle: «Ho passato un periodo un po’ tribolato, ora sono a posto. Si può sempre fare meglio. L’importante è che la mentalità rimanga positiva». Testa dunque agli obiettivi a lunga e corta distanza, l’Europa e il Milan: «Se Atalanta e Torino avessero vinto nell’ultima di campionato, il nostro ritardo da loro in classifica sarebbe stato maggiore. Tutti possono sbagliare una partita. Bisogna crederci sino alla fine, pensando solo a noi stessi. Pensiamo prima al Milan, in Coppa Italia abbiamo fatto una grande partita, sappiamo come vanno affrontati».

C’è chi dice che le continue voci sulla possibile cessione della Sampdoria potrebbero infastidire e destabilizzare la squadra, ma Ramirez sembra non dar peso a ciò che succede fuori dal campo: «Noi veniamo al campo per preparare la partita – spiega il trequartista a La Gazzetta dello Sport -, io non faccio il dirigente. Non siamo coinvolti come giocatori, non è un discorso che ci tocchi, ad esempio, a livello economico. Qui stiamo bene, sta nascendo un nuovo centro sportivo, c’è un bel gruppo da far crescere. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto sinora. La squadra, pur con tanti cambiamenti, è cresciuta tanto. Penso ad Audero, Andersen, Colley. Straordinari. Quagliarella? Ogni anno fa meglio. Peccato che non abbia venticinque anni, altrimenti giocherebbe nel Barcellona. Un giocatore che fa venti gol a marzo, ci pensate? Non ne vedo molti in giro. Ma è un orgoglio anche per la squadra che lo ha messo in condizione di arrivare così in alto».

Una battuta infine anche sul tecnico blucerchiato Marco Giampaolo, per il quale a Genova sembrano stravedere tutti, dal presidente Massimo Ferrero, passando per Walter Sabatini e l’area dirigenziale in generale. Non fanno eccezione gli stessi giocatori, dei quali l’ex Middlesbrough si fa portavoce: «Lavoriamo insieme da due anni, so cosa vuole da noi. Anche i nuovi si sono integrati bene, Gabbiadini è l’esempio. Quest’anno, poi, abbiamo cambiato modulo a gara in corso e anche questo ha fatto crescere la squadra. Il mister ha le sue idee, ma – conclude Ramirez andando contro il pregiudizio di chi accusa Giampaolo di essere troppo “conservatore” – è pronto a modificarle se può essere utile alla squadra».