Sampdoria-Atalanta, Giampaolo: «Serve una partita completa»

Giampaolo Sampdoria
© foto Valentina Martini

Finalmente si torna in campo: la Sampdoria affronterà tra le mura del “Ferraris” l’Atalanta di Gasperini. Le parole del tecnico blucerchiato alla vigilia

Siamo arrivati alla vigilia del match Sampdoria-Atalanta: finalmente, domani alle ore 15:00, la squadra blucerchiata tornerà a calcare il terreno di gioco dello stadio “Ferraris”. La lunga pausa per le nazionali ha dato modo a Giampaolo di lavorare duramente con i suoi ragazzi, beneficiando anche del fatto che sono stati pochi quelli assenti per gli impegni relativi alle qualificazioni di Russia2018 o per gli Europei di categoria Under21. Si torna in campo e si torna a parlare di campionato, il tecnico blucerchiato fa il punto sulla situazione dei suoi ragazzi nella abituale conferenza di presentazione del match.

La conferenza stampa inizia con l’analisi del tecnico blucerchiato delle due settimane di allenamento appena trascorse: «È una partita difficile, tecnica, dura, contro una squadra forte. È un avversario collaudato, in grandissimo stile Gasperiniano. Ho grande rispetto per l’Atalanta. Noi abbiamo lavorato bene in funzione di questa partita: speriamo di aver fatto le cose come si deve, il verdetto però lo lasciamo al campo. Alla formazione penso al sabato sera, ovviamente ho già un’idea: guardo soprattutto alla condizione dei miei calciatori, sono cose che vanno contestualizzate al momento, le somme si tirano all’ultimo. Qualche dubbio può esserci, ma viene risolto. So chi far giocare, gli ultimi ritocchi li farò stasera».

La sconfitta contro l’Udinese rappresenta un passo indietro, che non doveva essere fatto. Va dimenticata, ma da questa gara si devono capire errori e miglioramenti da fare: «La partita di Udine va riscattata soprattutto nell’atteggiamento, va riscattata in ogni senso tecnico-tattico. È una sconfitta che non avremmo dovuto fare: è stato un passo indietro. Ora dobbiamo fare un passo avanti. Potremo contare sui nostri tifosi, questa è una cosa su cui sono sicuro: l’apporto della nostra tifoseria sarà importante, come sempre è stato. Sui singoli posso dire che Linetty si è allenato sempre bene ed è a disposizione, mentre Viviano non è convocato. Domani uno tra Verre e Linetty partirà titolare e poi l’altro subentrerà in corsa: l’Atalanta è una squadra che oltre ad essere tecnica gioca molto sull’uno contro uno, dovremo essere bravi a fronteggiarla. Chi parte titolare poi verrà sostituito. Zapata? L’ho visto recuperato, anche moralmente. In quindici giorni gli è cambiata la vita, ha giocato in Nazionale, è stato messo in campo in una partita difficile, quindi si trova a vivere in un momento di condizione psico-fisica ottima.

È una Sampdoria di titolari: vietato quindi parlare di turnover. Le scelte sono dettate da condizione fisica e atletica: «In questo momento ho solo titolari: Quagliarella-Zapata e Caprari lo sono, Linetty-Praet e Verre anche, Sala-Bereszynski e Regini-Ferrari pure: io devo farne giocare undici. Penso che la continuità di rendimento fisico in allenamento faccia la differenza: l’esempio lampante è Verre che dal primo di luglio ad oggi non ha buttato via un allenamento, l’allenatore questo lo vede. Io ho 23 giocatori affidabili, di questo sono contento: poi in campo ne posse mettere solo undici».

Ilicic è un arrivo mancato, ma non ci sono rimpianti: «Ramirez-Ilicic? Nessun rimpianto. Io sono innamorato dei giocatori che alleno. Quest’anno non ho più ballottaggi della scorsa stagione. Nello scorso campionato avevo Linetty-Praet, Bruno Fernandes-Alvarez, Schick-Muriel-Qualgiarella. Se oggi ho la possibilità di avere più scelte significa che quelli che sono rimasti hanno alzato il loro livello e quelli che sono arrivati sono  superiori. Oggi quando giochiamo 10 contro 10 mi rendo conto di avere venti calciatori titolari. Avendo più titolari non si potrà più parlare di turnover. Contro l’Udinese ho messo gli stessi che avevano vinto contro il Milan: questo cosa significa? Bisogna contestualizzare la situazione e fare le scelte che sono giuste in quel momento».

Il tecnico dell’Atalanta è temibile e arriva a Genova in un aria di pre-derby, lui che di stracittadine ne ha disputate undici: «Gasperini è uno che ha giocato tanti derby, quando torna a Marassi lo sente ancora. Le sue qualità non le discutiamo, poi visto che è stato uno di quelli che ha giocato tante stracittadine è normale che venga visto dalla nostra tifoseria come se fosse un derby. Il Papu Gomez? L’ho allenato per primo, era forte quando arrivò in Italia. Aveva la fame giusta, poi qualche anno dopo passò al Rubin Kazan: mi chiamò un allenatore per chiedermi se prenderlo all’Atalanta e io gli dissi che era un giocatore su cui puntare. L’Atalanta è forte sotto tanti punti di vista: a Napoli ha fatto una partita strepitosa, non pareggi contro la Juventus se non hai determinate qualità. Loro hanno fatto il salto di qualità e noi dobbiamo fare una partita completa sotto ogni punto di vista: una partita tecnica, fisica, organizzata in difesa. Siamo chiamati a mettere in campo una prestazione maiuscola».

Kownacki potrà trovare spazio: «Kownacki si farà: ha la determinazione giusta e il giusto atteggiamento per migliorare. Lui tira in porta per fare gol, non è un esteta della conclusione. Deve migliorare su alcuni punti di vista, ma a 18 anni ha tutto il tempo di farlo. La società ha investito su di lui ed è convinta che nel medio periodo raccoglierà i suoi frutti».

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