Sampdoria, Audero: «Possiamo giocarcela con chiunque. Nazionale? Un sogno»

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Emil Audero è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva per parlare del campionato della Sampdoria e del sogno Nazionale

Il portiere della Sampdoria Emil Audero ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Radio Sportiva. Ecco le dichiarazioni dell’estremo difensore blucerchiato.

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TORINO –  «Ieri tanti interventi, per fortuna alcuni anche importanti. A fine partita ero contento, non lo sento come un derby. Ma giocare a Torino per me è sempre bello giocare e tornare, sentendo aria di casa».

MILAN – «Sicuramente il Milan aveva fatto vedere belle cose nel post lockdown. Una squadra che era in salute e proponeva un bel calcio. Forse non mi aspettavo che dopo dieci giornate fosse al primo posto, ma secondo me il Milan non è una novità. Aveva fatto vedere cose interessanti anche la scorsa stagione e infatti sarà una partita difficile, tosta. Ma secondo me siamo una squadra che può dare del filo da torcere a chiunque».

SAMPDORIA – «Devo dire che quest’anno il mercato è stato più che positivo e si è visto. Ci aspettiamo che questi innesti nuovi facciano il loro lavoro, come il resto della squadra. Il nostro obiettivo è quello di dare continuità e di centrare la salvezza il prima possibile. Una volta raggiunta, uno può parlare e fare discorsi di qualsiasi altro tipo. Per ora gli innesti nuovi hanno fatto belle cose. Da parte di tutti ci si aspetta non dico un salto di qualità ma una mentalità diversa rispetto all’anno scorso».

INGRESSO NELL’AIC – «Non è stato un periodo facile. Per me è una nuova esperienza, una nuova avventura che inizia. Sono alle prime armi. Mi fa piacere intraprenderla. Ma diciamo che l’approccio ovviamente sarà graduale. La cosa principale è entrare in un mondo tra virgolette nuovo e farne parte al cento per cento».

NAZIONALE – «Nella mia crescita personale e nei miei obiettivi, la maglia azzurra è uno dei miei sogni, uno dei miei obiettivi. Ad oggi io ho sempre giocato gare con le giovanili, ma la convocazione con la nazionale maggiore sarebbe la chiusura di un ciclo. Un obiettivo importante che però non deve essere un qualcosa di negativo. Non ci devi pensare troppo. Una cosa che arriva con le prestazioni. Nella mia testa c’è questo obiettivo. Ma ci si deve lavorare serenamente».

JUVENTUS –  «Essendo cresciuto nelle giovanili, diciamo che sono affezionato a quel mondo che mi ha costruito come uomo e come calciatore. Fa piacere rivedere quello che tra virgolette è stato un compagno che ho visto da lontano e più da più vicino nei panni di allenatore. Un allenatore che si è preso sicuramente dei rischi ma ha fatto vedere anche delle belle cose. Son contento per lui e penso che possa dare veramente tanto. Perché a livello di conoscenze è più che preparato».