Sampdoria brutta e spietata: finalmente sai essere cinica

Sampdoria formazioni torreira
© foto Valentina Martini

Sampdoria, la consapevolezza di essere forte: quest’anno i blucerchiati sanno soffrire per poi colpire al momento giusto

Uno dei difetti imputati alla Sampdoria dello scorso anno era quello di giocare un buon calcio e di dimostrare con i fatti, sul campo, di avere una precisa identità di gioco, ma di essere poco cinica, di chiudere difficilmente le partite. Un problema palesatosi più di una volta e che denotava, probabilmente, qualche mancanza a livello caratteriale, di gestione della partita. Quest’anno, invece, le cose sembrano essere cambiate: la Sampdoria sembra essere ancor più squadra e la crescita dei blucerchiati, oltre che a livello di gioco, sembra essere avvenuta a livello di consapevolezza dei propri mezzi. Quella di Giampaolo è una squadra che, rispetto allo scorso campionato, sa anche vincere soffrendo, sa gestire i diversi momenti del match consapevole della propria forza.

Un esempio lampante è il derby contro il Genoa: a detta anche dell’allenatore non è stata la miglior Sampdoria della stagione da un punto di vista tecnico, anzi. I blucerchiati, però, hanno saputo pareggiare l’intensità messa in campo dagli avversari rossoblù e hanno sfruttato al massimo le occasioni avute, andando in vantaggio con Ramirez e chiudendo i conti con Quagliarella. Insomma, la Sampdoria sembra essere cresciuta, quest’anno, dal punto di vista della gestione della partita, una qualità tipica delle grandi squadre: in fin dei conti, per arrivare in alto, non per forza si deve giocare un calcio-champagne per 90′ a partita, ma l’importante è saper sfruttare le proprie occasioni e capitalizzare: una lezione che questa Samp sembra aver imparato molto bene.