Sampdoria, il problema è di testa: in trasferta manca carattere

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Sampdoria, l’atteggiamento mentale remissivo compromette troppe gare: in trasferta la squadra di Giampaolo è lontana parente di quella che gioca al “Ferraris”

La sconfitta rimediata ieri pomeriggio a Benevento è stata la logica conseguenza di una partita giocata male dalla Sampdoria, senza carattere e senza capacità di gestire un risultato che, a metà gara, si era incanalato nella giusta direzione grazie al gol di Caprari. Nella ripresa la squadra doriana è sparita dal campo, lasciando spazio ai padroni di casa che hanno dimostrato di avere tutto ciò che la Sampdoria sembrava aver smarrito durante l’intervallo: cattiveria agonistica, cuore e testa. Sì, perché il Benevento, pur conscio dei propri limiti tecnici, ha giocato la partita con la giusta testa, quella che è completamente mancata alla Samp, per l’ennesima volta, in trasferta.

Non è infatti la prima volta che la squadra di Giampaolo gioca una partita apatica e inconcludente, lontano dal “Ferraris”: era capitato a Verona, a Udine, a Bologna, nel secondo tempo di Cagliari. Se si eccettua il derby giocato a novembre, la Sampdoria ha vinto in trasferta solo una volta, a Firenze. Dopo i tre punti del “Franchi”, il buio. Un evidente problema di approccio alle gare lontano dal caloroso e incoraggiante sostegno della Gradinata Sud, che a questi livelli non può però essere accettato. Una squadra che voglia qualificarsi per un posto in Europa non può palesare livelli di bipolarismo di questo tipo, alternando periodo di ottimo calcio a periodi di involuzione profonda, soprattutto in trasferta. La cura va trovata quanto prima, e può essere data solo dal ritrovare fiducia in se stessi e dal fare finalmente qualche punto anche lontano da Genova. E va trovata in fretta, se la Sampdoria non vuole arrendersi a disputare per l’ennesima stagione una seconda parte di campionato nella più completa anonimità.