Sampdoria, senti D’Amico: «Pronto per il salto in prima squadra»

Sampdoria Primavera d'amico
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Il Primavera Felice D’Amico: «Alla Sampdoria sono cresciuto. Le cinque sostituzioni un’opportunità per debuttare coi grandi»

Felice D’Amico, capocannoniere della formazione Primavera della Sampdoria, si è raccontato in un’intervista sulle colonne de Il Secolo XIX.

VIRUS – «Questo virus è stato un fulmine a ciel sereno, ha cambiato il mondo, non solo il calcio. Da ogni aspetto negativo però cerco sempre di trarre qualcosa di positivo. Tutta questa situazione potrebbe rappresentare, per un giovane calciatore, una grande opportunità».

PRIMA SQUADRA – «Se la Serie A dovesse ricominciare con le cinque sostituzioni e tante gare da disputare in poche settimane, per tutti i giovani come me potrebbe crearsi la possibilità di mettersi a disposizione dell’allenatore dei grandi».

RUOLO – «Io amo giocare a pallone, gioco dove serve. Sono fatto così, devo servire la squadra per essere in pace. Poi, in base alle mie caratteristiche, mi piace giocare a venti metri dalla porta, con libertà di svariare su tutto il fronte d’attacco. In passato ho giocato anche esterno a sinistra, anche mezzala, però se dovessi scegliere direi trequartista».

SAMP – «Le esperienze si vivono e non si raccontano. Quando sono venuto alla Samp mi sono trovato bene fin da subito, grazie a questa società sono cresciuto notevolmente negli ultimi mesi, in estate ho svolto anche parte del ritiro con mister Di Francesco e ho disputato alcuni spezzoni delle amichevoli. Alla Samp mi sento bene e credo di potermi far trovare pronto per l’eventuale salto fra i grandi».

LA GUMINA – «Nino è sempre stato un modello per me, uno dei pochi palermitani che gioca nel calcio professionistico. Ci parlo sempre, mi dà consigli e lo ascolto».

MODELLI – «Da bambino mi ispiravo a Neymar, ma oggi dico Antonio Cassano, un po’ anche per il carattere di quando era un ragazzo come me (ride). Poi, arrivando qui alla Samp, ho sentito talmente parlare di lui e del suo potenziale tecnico e di fantasia che sono andato a rivedermi i filmati: incredibile».

QUARANTENA – «L’ho trascorsa a Genova, lontano dalla famiglia che però sento quotidianamente. Attraverso videochiamate e telefonate mi tengono su di morale, in un periodo duro per tutti e non solo per me. Sono rimasto a Genova in caso di ripresa degli allenamenti. Anche il gruppo della Primavera di mister Cottafava ha l’obbligo di portare avanti programmi di lavoro individuali, ci sentiamo, siamo sempre in contatto».