Sampdoria via da Napoli con 0 punti in classifica. E 3 punti nel cuore

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La Sampdoria torna da Napoli con una sconfitta e il cuore pieno di orgoglio: nel segno di Diego Armando Maradona

(Emanuele Catone, inviato allo stadio Diego Armando Maradona) – La Sampdoria esce sconfitta per 2-1 dallo stadio Diego Armando Maradona, al termine di una partita dai due volti: un’ottima prestazione nel primo tempo, un drastico calo nella ripresa. Un ko in campo che non mette però in ombra un weekend da ricordare, nel segno del Pibe de Oro. I blucerchiati hanno omaggiato nel migliore dei modi la figura della leggenda argentina scomparsa lo scorso 25 novembre.

Il fine settimana in terra campana è cominciato per la Sampdoria con la visita al murales di Maradona ai Quartieri Spagnoli, nel tardo pomeriggio di sabato. Quagliarella, Ferrero e Ranieri hanno omaggiato il Diez recandosi in quello che è diventato luogo di pellegrinaggio per tutti coloro che hanno amato e continuare ad amare la leggenda argentina. Il capitano ha portato in dono una maglia doriana con il 10 stampato sulla schiena. Numero iconico proprio di Maradona. Un momento di grande passione, con Quagliarella che ha sempre avuto in Diego un punto di riferimento calcistico fondamentale.

La domenica si è poi scesi in campo e la Sampdoria è entrata nella storia per essere la prima avversaria del Napoli in Serie A nel stadio intitolato a Maradona. E non poteva mancare un altro omaggio al campione argentino, con il club blucerchiato che ha deciso di apporre sulle maglie da gioco una particolare patch dedicata al Pibe de Oro. E a sbloccare la partita ci ha pensato Jankto col sinistro. Il modo migliore per inaugurare lo stadio del mancino più famoso di tutti i tempi. Ci ha provato anche Quagliarella in rovesciata, come solo lui e pochi sanno fare. Come sapeva fare Maradona.

E per Diego sono arrivati, inoltre, i ricordi del passato di Ranieri, che ha riportato alla memoria il momento in cui nel suo primo anno a Napoli aveva provato a convincere Maradona a tornare in azzurro. Anche il direttore sportivo Osti ha rammentato l’argentino e i tempi in cui sgomitava per marcarlo. La Sampdoria torna a Genova con una sconfitta, è vero, ma più ricca nel cuore e nella mente.