Sconcerti: «I giocatori sono dei club, non delle nazionali»

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Il giornalista Mario Sconcerti si scaglia contro la pausa delle nazionali e contro le amichevoli che espongono i calciatori al rischio contagio

Il giornalista Mario Sconcerti, tra le pagine de Il Corriere della Sera, si è scagliato contro la sosta per le nazionali e contro le evitabili amichevoli che espongono i giocatori al rischio di infortuni e, soprattutto, di contagio.

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«I giocatori non sono della nazionali, bensì dei club che ne pagano e ne scontano gli infortuni: la partita contro l’Estonia era da evitare, perché un’amichevole in più nei dieci giorni in cui si giocheranno già altre due gare ufficiali è troppo dati i tempi che corrono. L’Italia deve rimanere la selezione dei migliori del campionato, non una squadra da allenare e sperimentare. All’estero si parla molto di ridurre il campionato da 20 a 18 club per dare più spazio alla Nazionale e un torneo così lascia le retrocessioni ad almeno due delle neopromosse, in sostanza elimina molto del pericolo per le squadre storiche. Non male. Siamo in un corridoio stretto, una ragione in più perché Mancini non esageri».