Serena: «Sampdoria, che colpo l’acquisto di Candreva»

Candreva Sampdoria
© foto www.imagephotoagency.it

Michele Serena, ex calciatore della Sampdoria, elogia Claudio Ranieri e indica Antonio Candreva come migliore acquisto del mercato

Michele Serena, ex calciatore della Sampdoria, parla del passato e del presente del club doriano ai taccuini di Repubblica.

ULTIMA PARTITA CON MANTOVANI – «Non ricordo nulla del campo, ma il periodo per le condizioni del presidente, oi scomparso prima della partita successiva contro la Roma».

GRUPPO – «Avevo compagni fantastici in campo e fuori, ascoltavano molto gli anziani anche nella vita fuori dal terreno di gioco. Erano altri tempo, c’era molto rispetto. Ricordo un consiglio di Vierchowod, che seguo ancora adesso, ed erano prodighi di consigli anche Mancini, Lombardo e Nuciari».

TRASFERIMENTO – «Contropartita per Vialli? Onestamente non sono certo, ricordo che ero a Verona ed abbiamo incontrato la Sampdoria. Mister Fascetti mi mise terzino e limitai molto bene Lombardo».

GENOVA – «Con Paolo ed Enrico Mantovani ho avuto un ottimo rapporto, anche Eriksson mi ha aiutato tanto. Eravamo un gruppo unito, uscivamo con le famiglie, all’epoca ero fidanzato con Patrizia, poi diventata mia moglie».

CANDREVA – «Ho visto la gara di sabato scorso. Ritengo che il più grande acquisto sia Candreva, sono un suo estimatore. Non so perché l’Inter l’abbia ceduto. Può fare il salto di qualità».

RANIERI – «Ho un motivo in più per seguire la Sampdoria con grande affetto. L’ho rivisto a Coverciano, è sempre il solito Claudio, una grande persona, non solo un ottimo allenatore, bravo a gestire il gruppo. Lo era allora e penso non sia cambiato. È un “aggiustatore” penso sia il termine perfetto. Quanto, però, può partire dall’inizio e ha giocatori giusti, come quest’anno, ha saputo fare benissimo».

ALLENATORE – «Non mi sono stancato, ma è un mondo con meno valori. Non alleno tanto per allenare. Aspetto la situazione giusta senza fretta. Preferisco stare a casa. A vicenza mi sono dimesso dopo due mesi, lasciando gli ultimi quattro di contratto. Sono fatto così è non posso certo cambiare adesso».