Serie A, resta il nodo contratti: due rischi per i club

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Serie A, resta il nodo contratti da risolvere. Il rischio è non poter schierare i giocatori in scadenza o il cambio di casacca a campionato in corso

Il problema principali che dovrà essere risolto, in vista della ripresa del campionato di Serie A è la questione relativa all’estensione oltre il 30 giugno dei contratti. Al Corriere Adriatico, l’avvocato Cesare Di Cintio fa il punto della situazione.

RISCHIO CONTRATTI – «Ci sono state raccomandazioni dall’Uefa, ma non ci sono norme cogenti che possono portare a una proroga. Il rischio è che i giocatori in scadenza non possano essere schierati o vadano a rinforzare altre squadre, serve una soluzione a livello normativo se si vuole giocare oltre il 30 giugno garantendo l’equilibrio della competizione».

STIPENDI – «Solo dopo il 28 maggio, quando si conosceranno le decisioni della politica sulla sorte dei campionati, verranno emanate disposizioni sui contratti e gli stipendi. È chiaro che la proroga degli accordi non esclude il pagamento di due mesi ulteriori degli stipendi. Alcuni club si sono accordati coi calciatori per i mesi di marzo e aprile. Se saranno oggetto di contenzioso se ne riparlerà ad agosto».