Simon Poulsen, desaparecido di lusso

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Per quanto sia grave, solitamente si tende a non castigare nessuno al primo errore. Lo dice anche il famoso detto, “la prima si perdona”. Simon Poulsen però sembra stia ricevendo un trattamento diverso. Il terzino sinistro, titolare inamovibile nel suo ex Az Alkmaar, sta incontrando non poche difficoltà a conquistarsi quel posto da titolare che in estate sembrava suo a prescindere. 

Dopo un’intera estate passata allenandosi da solo in quanto svincolato, il terzino danese è dovuto correre a rimettersi in forma, assimilare gli schemi che i nuovi compagni avevano già fatto loro nel mese di agosto e rimettere minuti nelle gambe. Esordisce così il 30 settembre contro il Napoli, giocando a mala pena 5 minuti in cui non si distingue né nel bene e tantomeno nel male. Nel giro di una settimana si ritrova titolare, a lui il comando della corsia sinistra, come doveva essere nell’immaginario collettivo. Ma ecco che accade l’incredibile: il terzino si perde completamente Rigoni e Thereau e il francese ragala così la prima gioia al neo-tecnico Corini. Sostituito al minuto 66, il terzino non vedrà più il campo.

Giusto accantonarlo? Giusto non perdonargli l’errore? Difficile dirlo, anche perché non è detto che questo ostracismo nei suoi confronti sia da vedersi come una punizione. Maicosuel, dopo il cucchiaio che ha spedito in Europa League l’Udinese non ha visto il campo fino al 7 ottobre. La società friulana gli è stata vicina per aiutarlo a uscire dal suo momento negativo, e una volta rientrato, a più di un mese dall’ultima apparizione sul rettangolo verde, ha fornito l’assist vincente per il compagno Pinzi. Che non ci si stia comportando allo stesso modo con il terzino blucerchiato?

Sicuramente un errore così all’esordio, da titolare, in un nuovo campionato, avrebbe tagliato le gambe a chiunque. Ma il vero valore di un giocatore si vede anche in questo momenti di crisi a livello psicologico. Quando e se riuscirà a riprendersi, la Sampdoria potrà dire di aver recuperato al 100% il suo terzino sinistro titolare. Perché diciamocelo, per quanto fatto vedere in Olanda e con la sua nazionale, tra Simon e il buon Andrea Costa non c’è proprio paragone. Fino ad allora però spazio a chi avrà sì piedi più ruvidi e uno scatto meno fulmineo, ma sicuramente una personalità più forte.

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