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Editoriale

Stankovic è il guerriero di cui la Sampdoria aveva bisogno

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Stankovic è un autentico condottiero: l’ardua missione sulla panchina della Sampdoria è iniziata nel migliore dei modi

Il successo ottenuto contro la Cremonese segna un nuovo punto di partenza per la Sampdoria. Tre punti in un colpo solo, evento mai visto sotto la gestione di Marco Giampaolo, e prima vittoria in campionato che dà continuità al risultato conquistato – con molta sofferenza, ai calci di rigore – in Coppa Italia al cospetto dell’Ascoli. Le difficoltà c’erano e ci sono tuttora, non spariscono da un momento all’altro. Ma vincere aiuta a vincere, dà fiducia a una squadra apparsa troppe volte spaesata e demoralizzata. Quasi abbandonata al proprio infausto destino, se pensiamo anche alla telenovela legata alla potenziale cessione societaria. Non v’è dubbio che l’arrivo di Dejan Stankovic abbia garantito la realizzazione di una serie di condizioni favorevoli in vista del futuro, quantomeno sportivo.

A confermare la tendenza positiva sono, innanzitutto, i numeri. Quattro punti (una vittoria, un pareggio e una sconfitta) in tre giornate. A differenza dei due punti collezionati da Giampaolo in ben otto partite. Due i gol subiti, altrettanti quelli segnati. Il cammino è ancora lungo e sono tanti gli accorgimenti che la Sampdoria dovrà mettere in pratica nel corso dei prossimi mesi, ma la strada intrapresa è quella corretta. Stankovic ha rimesso le cose a posto, senza strafare e mirando al concreto in stile Ranieri. Ha toccato i tasti giusti, soprattutto dal punto di vista umano. Ciascun calciatore della rosa blucerchiata si sente utile alla causa, non ci sono gerarchie definite: basti vedere l’impiego di Gerard Yepes, Valerio Verre, Bruno Amione, Nicola Murru, Ignacio Pussetto… Ovviamente c’è un undici titolare delineato, ma il messaggio è che chiunque può ritagliarsi il giusto spazio in campo.

Si respira un’aria diversa a Bogliasco, grazie anche alla vicinanza del club e alla trasparenza del tecnico serbo. Da vero condottiero Stankovic non ha paura di imporsi né di compiere scelte coraggiose, scontentando alcuni e facendo sorridere altri. Il suo atteggiamento genuino e coscienzioso è apprezzato anche dagli stessi giocatori, perché atto esclusivamente al bene della Sampdoria. E alla sua unità, tanto acclamata dal CdA blucerchiato per superare uno dei momenti più complicati nella storia della società. Le premesse per iniziare la scalata alla salvezza ci sono: dalla compattezza del gruppo alla spinta inesauribile dei tifosi, i quali non fanno mai mancare il proprio appoggio. Così come le qualità della squadra. Serve solo liberare la mente da ogni timore e perseguire l’obiettivo di inizio campionato. Dimostrando che la Sampdoria è superiore a qualsiasi avversità.

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