Stipendi Serie A: dipende tutto dagli allenamenti

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Il problema della ripresa degli allenamenti si riflette sulla questione del taglio agli stipendi: i calciatori di Serie A spingono per anticipare il ritorno in campo

Il dibattito sulla ripresa della Serie A passa, inevitabilmente, attraverso la risoluzione del problema dell’inizio degli allenamenti. Non è solo un discorso legato al recuperare la condizione fisica in vista di un possibile ritorno in campo, ma si incatena inevitabilmente alla questione delicata del taglio degli stipendi. Se i calciatori fanno muro per quanto concerne l’estensione dei contratti, non hanno intenzione di subire una ulteriore decurtazione dei loro ingaggi.

Riprendere l’attività sportiva regolare (all’interno quindi del centro di allenamento) a partire dal 4 maggio darebbe un diverso potere contrattuale ai calciatori davanti alla prospettiva di un più o meno cospicuo taglio dello stipendio. L’allenamento è infatti considerata una prestazione prevista dai contratti e quindi remunerata. Rinviare la ripresa al 18 maggio significherebbe allungare lo stop a 45 giorni, contro i 30 inizialmente previsti, e cambiare le carte in tavola al momento del taglio degli ingaggi.