Tabarez oltre la malattia: niente stampelle per l’esultanza

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Tabarez esulta in Egitto-Uruguay dopo il gol di Giminez: stampelle e malattia “dimenticate” – FOTO

I Mondiali in Russia sono partiti col botto. Dopo la manita dei padroni di casa sull’Arabia Saudita e il pirotecnico 3-3 fra Spagna e Portogallo, ieri sera un’altra gara ha fatto provare grandi emozioni a chi ha avuto il piacere di assistervi: quella fra l’Egitto di Mohamed Salah – infortunato e in panchina – e l’Uruguay del blucerchiato Lucas Torreira. Il centrocampista della Sampdoria è entrato in campo a al 42′ della ripresa e, appena 2′ dopo, ha potuto festeggiare insieme ai suoi compagni il gol di Giminez, che un’incornata vincente ha regalato i primi 3 punti alla Celeste e permesso di agganciare la Russia in testa alla classifica del Girone A.

Le telecamere avrebbero dovute essere tutte per la corsa dei componenti della panchina, precipitatisi in campo per abbracciare la squadra, e invece il mondo intero ha potuto apprezzare una scena che sembra già essere diventata l’icona di questa edizione della Coppa del Mondo: l’esultanza del ct dell’Uruguay Oscar Tabarez. Già, perché il Maestro, come viene soprannominato, si è scordato per qualche secondo della rarissima malattia che da due anni gli è stata diagnosticata (la sindrome di Guillan-Barré, poi ridimensionatasi a una neuropatia periferica, che paralizza progressivamente gli arti) e che lo costringe a deambulare servendosi di una sedia a rotelle o di un paio di stampelle.

Le stesse stampelle che ieri, al gol di Giminez, avrebbe dovuto imbracciare per alzarsi in piedi, e di cui invece la gioia del momento gli ha permesso di fare a meno: un urlo liberatorio, qualche parola di incoraggiamento verso i propri ragazzi e la sensazione dimenticata di essere nuovamente padrone del proprio corpo. Con la passione, tutti i limiti si riescono a superare, anche quelli della malattia. L’ennesima lezione del Maestro.