I tifosi esaltano Djuricic e Beres… e pregano Muriel

Muriel sampdoria
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In casa Sampdoria c’è felicità per la vittoria sul Milan: i tifosi coccolano Djuricic e Bereszynski, ringraziando il mercato, e pregano per una maggiore costanza di Muriel

Non tutto il mercato vien per nuocere, direbbero i moderni osservando i disordinati movimenti di compravendita che si verificano puntualmente in ogni sessione. Soprattutto, è la logica a muovere il tutto: se per la cessione di Pedro Pereira c’era chi inveiva contro la società per non aver creduto nei giovani di prospettiva e talento, per gli acquisti di Bartosz Bereszynski e Lorenco Simic c’era chi nutriva interesse nel vederli presto all’opera e tirare, soltanto successivamente, le somme. Somme che raggiungono vette altissime dopo le partite contro Roma e Milan del terzino polacco, ambientatosi in fretta e furia nonostante qualche dubbio sollevato da parte del tecnico blucerchiato. Le sue prestazioni hanno fatto cambiare idea anche al più scettico dei sostenitori, un po’ come è successo con Filip Djuricic: il serbo può considerarsi il miglior acquisto di gennaio, rientrando il suo passaggio a titolo definitivo nell’affare Pereira con il Benfica. Gli sono bastati pochi minuti per esaltare le voci del pubblico presente sugli spalti a San Siro e di quello, invece, seduto sul divano a vivere una partita dinanzi a cui era difficile rilassarsi. Djuricic ce l’ha fatta, ha permesso anche ai più agitati di poter confidare nelle sue qualità per far trascorrere il tempo e annoiare la contesa.

DJURICIC E BERES ALLE STELLE, GIAMPAOLO E MURIEL QUASI – Dalle fantasie alle certezze, le stesse che ha ritrovato Marco Giampaolo. Al netto di sei prestazioni consecutive non all’altezza di quanto proposto nella prima parte di stagione, il condottiero doriano ha concesso a una folta parte di tifosi di ritornare sul proprio carro e gioire del duplice successo in campionato. L’impresa nel battere due big è servita a migliorare concretamente la classifica e convertire chi, deluso, invocava l’esonero e la fine fallimentare del progetto. È bello far ricredere i diffidenti, ma il vento cambia rapidamente e il pericolo è dietro l’angolo. Sicuramente l’entusiasmo che si respira in città l’indomani della trasferta di San Siro fa bene a chiunque, purché non si tramuti in euforia persistente: dalla società ai giocatori, passando per tecnico e ambiente. L’imperativo è mantenere i piedi per terra, un po’ come accade con Luis Muriel. Per il collettivo c’è tanta apertura di pensiero – ci si lascia travolgere dai fatti -, mentre per l’attaccante colombiano si tende a frenare le proprie emozioni con il trascorrere delle settimane: gli addetti ai lavori lo aspettano da tempo, si dice che sia l’anno della sua consacrazione, per tale motivo alcuni tifosi preferiscono elogiarlo il giusto e pregarlo tanto per una maggiore costanza. Si tratta probabilmente di una differente forma di educazione, pragmatica e funzionale al giocatore che ha solamente bisogno di lavorare senza dare spazio a critiche o complimenti. È la personificazione del talento mistico, quello che in pochi possono raggiungere e che nessuno sa raccontare.

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