Torreira si racconta: «Il gruppo è da 10, sono rimasto impressionato dai tifosi»

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Lucas Torreira è stato senza dubbio la sorpresa del precampionato blucerchiato. Il giovane uruguaiano prelevato lo scorso anno dal Pescara ha impressionato tutti: tecnico, compagni e soprattutto tifosi, felici di vedere finalmente nel centrocampo blucerchiato un giocatore grintoso, sì, ma anche delicato nel tocco di palla, in possesso di una personalità e di una esperienza che stridono positivamente con quanto raccontato dalla sua carta d’identità.

Il numero 34 della Sampdoria ha solo vent’anni, ma gioca con l’esperienza e la sicurezza di un veterano, di un giocatore che non ha paura di mettere la gamba nei contrasti. Per questo i tifosi ne hanno già fatto un beniamino. Intervistato da La Repubblica, Torreira ha parlato di questa sua caratteristica garra, precisando però che ciò non va necessariamente a discapito dell’estetica: «A me piace giocare, avere tanto il pallone fra i piedi, quando non corri tanto e fai correre gli altri. Ma se c’è da combattere non è un problema, lo faccio. I tifosi impazziscono per una scivolata, per un recupero. Ma a me dà più soddisfazione fare un bell’assist».

 

REGIA: «Quando avevo 17 anni il provino al Pescara lo feci da trequartista e all’inizio facevo la seconda punta nel 3-5-2. Cinque giorni prima di un partita con la Primavera mister Oddo mi disse che per lui ero un regista. Per me è stato importantissimo, mi ha portato anche in prima squadra e non vedo l’ora di giocarci contro. I miei modelli sono sempre stati giocatori tecnici: Gaston Ramirez, che è nato nella mia città, e Marco Verratti, che ha giocato a Pescara. Tanti mi hanno detto che gli assomiglio».

 

BLUCERCHIATO: «Quando sono arrivato alla Samp il mio obiettivo era conquistarmi una maglia da titolare, sapevo che c’era Palombo e poi è arrivato anche Cigarini. Siamo in tre per un posto ma non è un problema. Giampaolo? Non è tanto diverso da Oddo. Qui il mister mi chiede di farmi sempre trovare sulla traiettoria della palla, appena recupero devo verticalizzare. Questo va a beneficio degli attaccanti, e qui ci sono dei grandi come Fabio e Luis, che secondo me è devastante. Il gruppo? Per ora è da 10. Ci sono tanti sudamericani, Barreto è stato mio compagno di stanza in ritiro e mi ha aiutato tanto, poi con lui Alvarez e Muriel abbiamo il nostro “momento mate” , ci divertiamo».

 

CASSANO: «Come viviamo la situazione di Antonio nello spogliatoio? Sinceramente non saprei che dire, non è un problema di noi giocatori. Antonio è un grandissimo ed è molto in gamba ma penso sia una questione fra lui e la società»

 

IDOLO: «Da quando sono arrivato qui sono rimasto molto impressionato, c’è un tifo molto sudamericano e particolare. Già nella prima partita a Marassi in coppa Italia erano in tanti ed è stato bellissimo uscire fra gli applausi della gente. E poi mi hanno chiesto selfie e autografi fin dal primo giorno. La vittoria con l’Empoli è stata positiva, ma in questo momento capire dove arriveremo è difficile, abbiamo appena iniziato. E noi dobbiamo migliorare ancora tanto».