La classifica un anno fa: tre punti in più, meno rimpianti

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© foto Valentina Martini

La classifica della Sampdoria, rispetto a quella dello scorso campionato non è tanto diversa: tre punti in più e qualche rimpianto

La duplice sconfitta, contro Crotone e Inter, ha minato parecchio le certezze della Sampdoria. Le parole di Giampaolo, al termine della partita al “Ferraris”, hanno confermato la difficoltà di puntare a certi obiettivi quando si hanno davanti squadre meglio attrezzate per arrivare in Europa League. Se però si guarda al campionato della Sampdoria, nella sua interezza, non può sfuggire che – nel paragone con la scorsa stagione – sia cambiato poco, anzi quasi nulla. La squadra blucerchiata – il 18 marzo 2017 – alla 29.a giornata di Serie A, aveva messo da parte 41 punti e si trovava nona in classifica: davanti la precedevano Fiorentina (44 punti), Milan (53) e Atalanta (55). Il divario – oggi azzerato – tra la squadra di Gasperini, che andò in Europa, e la Sampdoria era di molti più punti. Alle sua spalle la squadra doriana aveva il Torino (40 punti) e il Chievo (38). Lo scorso campionato fu più difficile dell’attuale dove – conti alla mano – la squadra blucerchiata è stata sesta per sei mesi: da un lato per merito, grazie al fenomenale girone d’andata, ma in parte perché le inseguitrici facevano un passo falso ad ogni potenziale occasione di aggancio.

Oggi la Sampdoria ha 44 punti – già da due partite -, si trova ottava appaiata all’Atalanta (che la precede per la differenza reti) a sole sei lunghezze dal Milan in piena zona Europa. In una stagione in cui il livello generale della Serie A, fatta eccezione per le squadre al vertice, si è abbassato e anche il settimo posto permette l’accesso all’Europa League, è chiaro che aumentano i rimpianti per le partite che, se gestite diversamente, avrebbero permesso alla Sampdoria di avere proprio quei sei punti in più che l’avrebbero tenuta davanti al Milan. Sul banco degli imputati finiscono Benevento-Sampdoria e Crotone-Sampdoria: due film identici con analogo risultato. Non sono le cinque reti subite dall’Inter il problema – tolto l’approccio sbagliato alla partita, su cui Giampaolo dovrà intervenire -, ma le sette prese da due squadre in lotta per non retrocedere. Perdere a Bologna o a Udine e subire la rimonta a Cagliari sono situazioni molto meno gravi, poiché normali in un campionato in cui non si può vincere sempre. Ma perdere sistematicamente – ricordiamo Sampdoria-Crotone 2016/17 -, contro squadre molto meno organizzate e in piena lotta per non retrocedere dimostra che si deve ancora fare il salto di qualità.