Cassano: «Sono follemente innamorato della Sampdoria»

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Non sono mai banali le parole di Antonio Cassano e tantomeno lo sono state oggi. Le dichiarazioni rilasciate al quotidiano Il Secolo XIX e pubblicate nell’edizione odierna dovrebbero essere poste a manifesto, perché di un vero manifesto d’amore si tratta. Antonio Cassano oggi più che mai ribadisce il suo legame per i colori più belli: «Amo profondamente la Samp, quindi è la “mia” partita. La nostra. Ho la convinzione che i tifosi del Genoa non possano fare a meno di quelli blucerchiati. E viceversa. E questo rende speciale l’atmosfera del derby. Noi siamo in ripresa, non credo nella crisi del Genoa, che comunque nei derby si trasforma sempre. E poi ha un ottimo allenatore, Gasperini. Ho un buon rapporto con lui e anche con Preziosi».

Come ammesso dallo stesso calciatore, il Genoa è stato sulle sue tracce «Tante volte… ma non tradirò mai la squadra di cui sono follemente innamorato».

Sia nel bene che nel male, con qualche dichiarazione passata forse un po’ eccessiva, Cassano è sempre stato protagonista dei derby genovesi: «Beh, lo sento molto. Ho un ricordo brutto, Milito. E due belli, l’assist per Maggio e quello di Lucchini per la mia testa. Bei tempi, per continuità personale e risultati strepitosi di squadra. Penso che quei tre anni di Samp siano stati i migliori della mia carriera. Per ora…».

Cassano aveva a lungo sperato di tornare alla Sampdoria, come tutti sappiamo, ma le aspettative erano un po’ diverse da quella che è stata poi la realtà: «Mi aspettavo tutto in modo un po’ diverso. Ho iniziato con problemi, tipo dieci chili da smaltire, conseguenza di tanti mesi di inattività. Poi pian piano sono migliorato». E sul presente e l’immediato futuro è inevitabile una riflessione: «Io ho fatto di tutto, i salti mortali per tornare a Genova. Ho accettato ogni clausola che mi è stata messa nel contratto. Però adesso vorrei conoscere le intenzioni di Montella e della società. Che indirizzo hanno. A gennaio vedremo… Io per i prossimi 2 o 3 anni voglio divertirmi giocando. Genova poi non è il posto giusto per svernare e io sono sempre un po’ restio alla panchina. Se la società, l’allenatore punteranno su altri, rispetterò la scelta e poi starà a me decidere».

In chiusura Antonio Cassano torna a sottolineare il suo amore per la Sampdoria, per questi quattro colori. «Mi sono rimesso in gioco al prezzo di tanti sacrifici, ho accettato tutto, perché amo la Samp. È il mio atto d’amore verso quei quattro colori. Poi a qualcuno vado a genio, ad altri no. Ma durante la partita remiamo tutti dalla stessa parte. I tifosi blucerchiati mi fanno emozionare al massimo. Sono grandiosi. Certo che se a 25 anni ti fanno 10 cori a partita e a 33 no, ci pensi. Non voglio diventare uno come gli altri. Soprattutto non vorrò mai diventare un problema, per l’allenatore o per l’ambiente».

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