Correa si prende la Sampdoria e Rio 2016

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Finalmente sembra arrivato il momento, quello che tutti i tifosi della Sampdoria aspettavano dallo scorso 24 maggio, quando quel giovane argentino, scese in campo contro l’Empoli e riuscì a cambare volto alla partita negli ultimi minuti, i pochi a sua disposizione. La Sampdoria quest’anno aveva deciso di ripartire da lui, affidandogli la maglia numero 10 nella speranza che potesse avere più fortuna dei suoi ultimi predecessori (fatta eccezione per Foggia in Serie B, dopo Pazzini il nulla). E poi ammettiamolo, il numero 10 argentino volente o nolente ha sempre un certo fascino.

Braida lo aveva incoronato come il talento argentino più cristallino degli ultimi anni, Veron aveva dato la sua benedizione al trasferimento in Italia poco più di un anno fa. Ma solamente adesso, dopo un anno esatto, Joaquin Correa sta mostrando di che pasta è fatto. Meglio tardi che mai, a maggior ragione se questo lungo ambientamento lungo può essere servito anche a evitare eventuali ricadute. Nostalgia di casa, della famiglia, addirittura dell’asado. Un sogno di gloria europea troppo grande per quel ragazzino, perché nonostante il fisico di un ragazzino si trattava e si tratta. 

Ma da gennaio qualcosa è cambiato. Oltre alle tre reti consecutive in tre partite, giocate di personalità, un atteggiamento ben diverso. Non più il ragazzino che una volta persa la palla restava inchiodato al terreno di gioco, guai correre a riprenderla. Adesso Joaquin Correa è diventato un vero giocatore e gli estimatori non mancano. Come spiegato nell’edizione odierna de Il Secolo XIX, oltre a essersi preso la Sampdoria (assai probabile il suo schieramento dal primo minuto domenica insieme a Quagliarella e Cassno), si è preso anche la nazionale olimpica. Tata Martino ha inserito El Tucu nella lista dei giocatori per Rio 2016. Un’ottima doppietta, non c’è che dire: adesso aspettiamo quelle sul campo.

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