I 6 motivi per scegliere un calciatore dell’est

Sampdoria maglia linetty
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Una trasposizione dell’idea di “Parliamone sabato” in chiave totalmente ironica e calcistica: perché i giocatori dell’Est? La Sampdoria potrebbe offrire diverse risposte

Ci possano perdonare le nostre lettrici, ma dopo la bagarre scoppiata su Rai 1 durante la trasmissione “Parliamone sabato”, non potevamo esimerci dal dire la nostra. No, non vi diremo se sia meglio scegliere una donna dell’est nella vostra vita sentimentale, ma vi daremo alcuni motivi per i quali secondo noi un calciatore dell’est è un investimento migliore rispetto a un altro di provenienza diversa. Sperando di non fare la stessa fine del programma in questione.

Scherzi a parte, nell’ultimo periodo in casa Sampdoria gli osservatori si sono dati parecchio da fare in quest’area e hanno scovato dei nomi davvero interessanti. Tant’è vero che quest’anno, nella rosa a disposizione di mister Giampaolo si trovano giocatori del calibro di Patrik Schick, Filip Djuricic, Karol Linetty o Milan Skriniar, pressoché sconosciuti fino alla scorsa estate: ragazzi che stanno ben figurando con la casacca doriana indosso e stanno mantenendo la tradizione dei loro predecessori che hanno lasciato il segno passando da Genova. Ecco qui i 6 motivi per cui è meglio scegliere calciatori dell’est:

1 – MANTENGONO UN FISICO MARMOREO: non ce ne vogliano gli italiani o i sudamericani, ma gli atleti dell’est Europa sono generalmente più prestanti fisicamente e tendono meno ad ingrassare. Avete visto che fisico scolpito ha ancora Sinisa Mihajlovic alla sua età? Alti, massicci, imponenti: incutono timore agli avversari solo guardandoli. Un bel punto a favore, specialmente se si tratta di difensori.

2 – RISPETTANO LE GERARCHIE DENTRO (E FUORI) DAL CAMPO: educati a una rigida disciplina fin dalla tenera età, i calciatori est-europei hanno un forte senso del rispetto e del rigore. Possono fare le “teste calde”, ma sul campo comanda il mister e le decisioni vanno rispettate in silenzio. Avete mai sentito Budimir lamentarsi per i 253 minuti collezionati in campionato? Allo stesso modo, quando appendono gli scarpini al chiodo e passano in panchina, sono sergenti di ferro.

3 – SI ADATTANO: grazie a una storia secolare di nomadismo alle spalle, che spesso fa attribuire loro appellativi poco simpatici, i balcanici hanno nel DNA una sorta di tendenza naturale a cambiare luogo in cui vivere e perciò fanno poca fatica ad adattarsi in nuovi ambienti. Pensate quanto ci ha messo Schick a rivelarsi alla Serie A come un fenomeno, segnando 7 gol nella sua prima stagione e quasi sempre da subentrato? Oppure a Milan Skriniar che, dopo aver superato le critiche iniziali, si è conquistato la maglia da titolare. Senza contare che nelle ultime interviste sta sfoggiando un italiano quasi fluente, nonostante sia in Italia da poco più di un anno.

4 – HANNO DOTI TECNICHE IMPORTANTI: il dribbling fulminante di Djuricic, il modo in cui Schick accarezza il pallone e salta due uomini alla volta durante il derby o le punizioni telecomandate di Mihajlovic sono solo degli esempi blucerchiati per descrivere l’importante bagaglio tecnico posseduto dai calciatori dell’est. Insieme a sudamericani e italiani, dominano certamente sotto questo aspetto nel panorama mondiale.

5 – HANNO GRINTA A VOLONTA’: qua non li batte nessuno. Hanno la cattiveria agonistica dentro, sempre e comunque, e in campo sono la vera arma in più. I due super-polmoni e l’instancabile corsa di Linetty ne sono la prova, non mollano mai. Fanno a sportellate con tutti e lottano su ogni pallone, magari dovrebbero solamente imparare a controllare le proprie reazioni dettate dalla troppa foga.

6 – RAPPORTO QUALITA’/PREZZO: ultimo ma non ultimo, l’aspetto economico, che per società come la Sampdoria può significare parecchio. Circa 3 milioni per Bereszynski, altrettanti per Linetty e 4 per Schick. Gli ultimi due valgono già molto di più di quanto sono stati pagati quest’estate e costituiscono un tesoretto importante per il club: se acquistati in patria, ancora lontani dai riflettori del grandi palcoscenici europei, i talenti dell’est possono fruttare molto con poco capitale da investire.

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