Quando Puggioni rifiutò il Genoa per la Samp

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Il destino a volte sa essere davvero beffardo: per una delle gare più importanti della stagione e una delle serie più impegnative di questo campionato, la Sampdoria non avrà a disposizione uno dei suoi giocatori più rappresentativi, Emiliano Viviano, fermato da un’infrazione alla mano che lo terrà lontano dai campi per almeno un mese. D’altra parte, destino vuole che a fare le veci del numero 2 blucerchiato sarà con ogni probabilità il numero 1 della Samp, Christian Puggioni.

Genovese, cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria, tifoso della Sampdoria, il Derby sarà la gara del debutto da titolare in Serie A in blucerchiato: trattenere le emozioni non sarà facile. E prima ancora del suo ritorno al Doria, nell’estate 2014 fu vicino al Genoa che era alla ricerca di un estremo difensore da affiancare a Perin: la scelta cadde proprio su di lui, ma Puggioni rifiutò il trasferimento nonostante le società – Genoa e Chievo Verona – avessero già trovato l’accordo. Puggioni preferì sei mesi da fuori rosa a Verona piuttosto che il tradimento dei suoi colori, una scelta che l’ha portato seduta stante al top della classifica di gradimento dei tifosi blucerchiati. 

Di quell’episodio il portiere blucerchiato ci raccontò tutto in un’intervista (che potete trovare integralmente qui): «In estate (del 2014, ndr.) si sono presentate alcune occasioni, tra queste Sampdoria, Sassuolo e Palermo. Quindi arriviamo al momento della Coppa Italia: ci fu uno scambio di parole con un mio compagno, niente di particolarmente rilevante, ma essendo un comportamento recidivo (visti i precedenti dell’anno prima) la società mise sul mercato entrambi:per par condicio avremmo dovuto cambiare squadra entrambi.Sono nate delle trattative che non mi avrebbero portato alcun miglioramento dal punto di vista tecnico; ci fu la trattativa con il Genoa: l’accordo tra le società era stato raggiunto e quindi sarei dovuto andare lì, anche perché nel frattempo Bizzarri era andato al Chievo».

«Questa operazione prevedeva un prestito con eventuale prolungamento del contratto da parte del Chievo. Facendo le dovute valutazioni a casa, con la mia famiglia, abbiamo deciso che non era congeniale questo trasferimento, vuoi per il progetto tecnico, vuoi per la fede calcistica: sarebbe stato irrispettoso verso una maglia che mi aveva dato la possibilità di iniziare a giocare a calcio. Se sono in Serie A, voglio credere che sia merito di quella trafila in un settore giovanile importante quale quello della Sampdoria. Inoltre sarebbe stato poco professionale verso il Genoa andare senza le giuste motivazioni: mi sono sempre ripromesso che quando avrei scelto una squadra lo avrei dovuto fare dando tutto me stesso, non solo per i soldi ma sopratutto per lo spirito che mi doveva animare dentro».

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