Regini, la rivincita del Capitano

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La prima gara del campionato della Sampdoria doveva fungere da risposta a diverse domande: riuscirà la Samp a rialzarsi dopo la scorsa brutta stagione? Riuscirà Giampaolo a far vedere la sua mano da subito, nonostante i tanti nuovi innesti? E poi, una delle più frequenti fra i tifosi: “ma il Capitano della Samp chi sarà mai?”

La scelta di mister Giampaolo su chi vestirà la fascia in questa stagione in vece di Angelo Palombo e Lorenzo De Silvestri è chiara da subito, da quando le squadre scendono in campo: il Capitano della Sampdoria è Vasco Regini, in blucerchiato dal 2009, 80 presenze considerata quella di ieri dal 2009 ad oggi con cambi di maglia proprio ad Empoli e Napoli, prestazioni altalenanti nelle scorse stagioni, tanti cali di concentrazione ed errori grossolani, non il profilo ideale per indossare la fascia da Capitano del Doria. Per quel ruolo serve carisma, un certo modo di porsi con l’arbitro e soprattutto essere l’uomo simbolo della formazione, un identikit che non ricalca alla perfezione il numero 19 blucerchiato.

E invece ieri sera Vasco Regini ha tirato fuori una partita diligente, ordinata e senza sbavature: il reparto centrale insieme a Matias Silvestre ha retto benissimo l’urto contro la coppia terribile Maccarone-Pucciarelli e contro un Saponara che quando vuole può accendere la luce in ogni istante senza prima avvisarti, fortunatamente ieri non è stato il caso. Un bel ritorno quello di Regini, condito dalla responsabilità del nuovo ruolo in squadra, questo il commento di mister Giampaolo: «Per me il Capitano è un giocatore che deve stare in mezzo al campo, ma i centrocampisti erano tutti troppo giovani, allora in alternativa o i centrali o il portiere: il Capitano è una questione di distanze, potevo darla o a lui o a Silvestre, tutto qui».

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