Samp al Gaslini, Pongiglione: «Grazie di cuore alla Samp». Osti: «Qui capiamo cosa siano sofferenze e sacrifici»

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Come ormai da tradizione, mercoledì 23 marzo i giocatori della Sampdoria si sono recati all’Istituto Pediatrico Giannina Gaslini per la consegna delle uova di Pasqua ai giovani pazienti della struttura ospedaliera.

Un legame, quello fra la società blucerchiata e il Gaslini, che va avanti ormai da quasi 40 anni, la cui importanza è stata sottolineata, ai microfoni di SampTV, anche da Pietro Pongiglione, Presidente del Gaslini: «E’ bellissimo che la Sampdoria, dopo 38 anni, sia ancora qui a portare un po’ di sollievo a questi bambini. Quello delle feste è un periodo in cui si soffre un po’ di più, poi arriva la primavera e i bambini che sono chiusi fra queste mura soffrono tanto, però avere qualcuno che pensa a loro e che dedica loro del tempo è molto bello, per cui ringraziamo di cuore la Sampdoria e tutto il suo staff».

 

In quest’ottica, importante è stato anche il ruolo del Sampdoria Club Gaslini, del cui operato ha parlato il socio Marco Macrì: «Da 38 anni andiamo avanti e non manchiamo mai per poter dare un sorriso ai bambini. Con i calciatori poi facciamo anche un giro della struttura per andare dai bambini che non possono muoversi e alleviare un po’ il loro dolore. Recentemente abbiamo anche fatto una raccolta per acquistare materiali per la rianimazione e respiratori per i bambini. In questo modo riusciamo ad avere macchinari che altrimenti sarebbero difficili da acquistare».

 

A margine dell’evento ha parlato poi anche il DS della Sampdoria, Carlo Osti: «Questo è un appuntamento al quale teniamo molto. I nostri calciatori, che sono fortunati e che fanno il mestiere più bello del mondo, capiscono cosa significhi vivere in una realtà diversa, fatta di sofferenza e sacrifici da parte dei bambini e delle famiglie. Il nostro è un piccolo contributo che vogliamo dare ai ragazzi e alle loro famiglie sperando che sia un momento di gioia. Questi ragazzi amano il calcio e i loro idoli sono i giocatori della Sampdoria: siamo dunque convinti di fare un qualcosa importante, ma è una cosa che facciamo molto volentieri perchè ci aiuta anche a pensare al fatto che la vita non è solo un campo di calcio. Penso che siamo noi a dover ringraziare l’Ospedale Gaslini perchè ci dà questa grande opportunità, e noi siamo davvero orgogliosi di questo».

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