Zenga: «Vojvodina gara maledetta, meriterebbe un libro»

© foto www.imagephotoagency.it

Con la partita di Firenze di due turni fa la Sampdoria ha tagliato il traguardo di un intero girone con Vincenzo Montella, mister subentrato in corsa a Walter Zenga, che proprio contro la Fiorentina perse, male, e venne esonerato. In quei giorni l’ex tecnico blucerchiato venne bersagliato particolarmente oltre che per l’esonero, che risultati alla mano era ingiustificato visto che la Samp era comunque in una buona situazione di classifica, soprattutto per un’altra cosa: la sua barba, che aveva un aspetto particolare. Era dipinta con l’henné, un colorante naturale usato spesso per la colorazione dei capelli e in questo caso anche dei peli facciali. È una tradizione araba, cultura abbracciata da Coach Z nei suoi numerosi anni a Dubai.

Intervistato dal sito SocialFC.it, Walter Zenga non ha potuto fare a meno di parlare della Samp, e di quella partita che lo ha condannato, la prima uscita ufficiale, la gara contro il Vojvodina di Europa League:  «Ci ho pensato tanto ma è  inutile ritornarci, non immaginate quanti flash mi vengono in mente se ripenso a quella sera e ai giorni prima: i discorsi con la società, con i giocatori, i dubbi sulla formazione, la sfortuna di un virus che ha messo KO tanti dei nostri all’ultimo, poi i pensieri del dopo, i commenti dei tifosi… Ai tifosi ovviamente interessa solo il risultato e li capisco, sono stato anch’io tifoso prima che calciatore, ma ne avrei tante da dire su quella partita e forse qualcuno cambierebbe opinione sul sottoscritto e chissà… forse anche sulla mia barba. Un giorno magari scriverò un libro sulla partita maledetta, lo meriterebbe. Ma ora non pensiamoci più, è andata così, si vede che era destino». 

Poco dopo il suo esonero Walter Zenga non spese belle parole su Antonio Cassano, e in difesa di Fantantonio arrivò sua moglie Carolina Marcialis, che proprio sulla barba colorata andò a colpire: «I giornali, i forum hanno quasi scritto più di questa barba che del mio calcioma non voglio accusare nessuno di provincialismo. Sono io il primo a scherzare quando c’è qualcosa che fa sorridere, solo prendo atto che nei confronti dell’allenatore Walter Zenga la critica è stata sempre molto velenosa, anche a fronte di risultati che magari non lo avrebbero richiesto. Storia vecchia, comunque, io resto sinceramente tifoso della Sampdoria come ho provato a dire da subito, con il cuore, senza essere creduto. Pazienza, la vita va avanti e magari tornerò di nuovo nel calcio italiano con la mia barba, così chi vuole mi potrà dedicare qualche altro tweet...».


Condividi
Articolo precedente
invernizziUnder 17, Bellucci e Invernizzi: «Cammino fantastico, con la Juve una festa»
Prossimo articolo
Abbiati: «A Genova dobbiamo vincere, punto. Brocchi…»