4-5-1: l’inedito talismano di Ciro Ferrara che può far sognare…

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La vittoria contro il Genoa nel derby aveva arrestato una parabola discendente che sembrava inesorabile, quella sul Bologna ha confermato che le potenzialità di questa squadra sono ben in linea con l’obiettivo stabilito, quello della salvezza; il pareggio ottenuto al Franchi ha invece rivelato che questa Sampdoria può addirittura giocare bene, anche se con molte assenze e contro un avversario di alto livello. 

L’evidente lacuna nel roster della prima squadra di esterni di ruolo ha fatto sì che tra i piani di Ferrara una nuova soluzione acquisisse credito: quella dell’inedito 4-5-1. Inedito perché parliamo di un centrocampo in cui, di fatto, ci sono solo centrocampisti centrali. Le varie assenze e un rendimento sempre meno convincente di Estigarribia hanno reso questo modulo prima una necessità e poi una garanzia per mister Ferrara. E’ stato il comune denominatore degli ultimi 3 risultati ottenuti e sta diventando, anche tatticamente, un’opzione particolarmente apprezzabile soprattutto se, come accaduto a Firenze, i centrocampisti dispongono di una più che discreta tecnica individuale. Con questo tipo di schieramento, con le dovute precauzioni tattiche e strategiche da affinare e migliorare in allenamento, si può aspirare a costruire una vera e propria ragnatela a centrocampo. Il fraseggio, per anni sconosciuto al vocabolario calcistico sampdoriano, può diventare un parametro decisivo nell’economia della partita, soprattutto se abbinato alle abilità senza palla di Poli e Krsticic (o Munari, contro l’Udinese) che hanno dimostrato di saper seguire bene gli intelligenti movimenti di Mauro Icardi. A proposito, Icardi. Chi non è stato ammaliato dalle gesta dell’argentino? Aldilà di qualche leggero problema sotto porta, l’argentino di Rosario ha confermato tutte le ottime referenze che pendono sul suo conto, dimostrando di avere fisico, tecnica e intelligenza a sufficienza per essere l’attaccante adatto per l’inedito, vincente 4-5-1. 

Spesso si parla impropriamente di tiki taka, spesso si è talmente sregati dal concetto ispanico-catalano di futbol che si vorrebbe traslarlo dappertutto. Definire in questa così ottimistica maniera il centrocampo di Ferrara sarebbe contro le leggi dell’etica e del buonsenso. Ciò che è assolutamente lecito dire è invece il fatto che il napoletano può sicuramente sfruttare a proprio vantaggio questo così importante fattore che contraddistingue i nostri centrocampisti: il saper giocare la palla. E costruire un meccanismo vincente, magari divertente. Come non accade da tempo, ormai. 

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