Vieira: «Ultimo anno alla Samp? Pesante in tutti i sensi. Un capitano esemplare Quagliarella. Il derby del 2022 è nel mio cuore»
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Vieira: «Ultimo anno alla Samp? Pesante in tutti i sensi. Un capitano esemplare Quagliarella. Il derby del 2022 è nel mio cuore»

Ronaldo Vieira, ex giocatore della Sampdoria, ha riavvolto il nastro dei ricordi relativo alla propria carriera calcistica. Le parole

Un percorso costruito attraverso esperienze molto diverse quello di Ronaldo Vieira, oggi protagonista in MLS con i San Jose Earthquakes. Il centrocampista ha ripercorso la propria carriera in un’intervista concessa a Gianlucadimarzio.com, tornando sulle tappe che lo hanno portato dall’Inghilterra all’Italia, passando per Leeds, Sampdoria, Verona e Torino! Nel suo racconto trovano spazio aneddoti, retroscena e ricordi legati alle diverse maglie indossate, fino alla nuova avventura negli Stati Uniti.

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PROPOSTA SAMPDORIA – «Il mio procuratore mi spiegò che non ero obbligato ad accettare. Ci ho pensato e ho detto: ‘Se serve anche ad aiutare il Leeds, lo faccio’. Andavo in Serie A, in una squadra importante. Due giorni dopo ero a Genova».

GIAMPAOLO – «Quando sono arrivato non parlavo italiano. Mi diedero subito dei fogli con le parole più importanti che usava il mister. Qualche volta non capivo quello che diceva e lo facevo arrabbiare, ma mi ha sempre trattato come un figlio. Tatticamente mi ha insegnato tantissimo: alcune cose che ho imparato con lui le faccio ancora oggi».

QUAGLIARELLA – «Era diverso dagli altri. Un attaccante che sentiva dove sarebbe arrivata la palla e aveva la qualità per fare gol. È stato anche un capitano esemplare: non parlava tantissimo, ma bastava guardarlo per capire».

DERBY DEL 2022 – «Quando l’arbitro ha fischiato mi sono venute le lacrime agli occhi. Ho pensato: ‘Non è possibile’. Avevamo giocato come una squadra che non voleva perdere e sapevamo quanto fosse importante quella partita».

RIGORE PARATO DA AUDERO – «Quando l’ha parato sono andato a prendere la palla. Mi sono girato e davanti a me vedevo non so quante maglie blucerchiate, perché dalla panchina erano entrati tutti in campo. È una sensazione che non dimenticherò mai».

ANNO DIFFICILE ALLA SAMP – «È stato un anno brutto da tutti i punti di vista, calcistico e personale. Avevamo una squadra, ma qualcosa non funzionava. Ci sono stati tanti cambi di allenatore e noi giocatori avevamo le nostre responsabilità, ma non eravamo gli unici».

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MISSIONE FALLITA – «Per tantissimo tempo non sono uscito di casa. Quando ci penso ancora oggi mi cambia la voce. La Sampdoria non doveva neanche essere in Serie B e noi avevamo il compito di riportarla in A. Invece abbiamo fatto peggio».

RAPPORTO TIFOSERIA – «I tifosi vivono per la Samp. Sono sempre stati presenti, in casa e fuori. Noi come minimo dovevamo sudare per quella maglia. Capisco anche alcuni confronti che ci sono stati: calcisticamente potevano dirci quello che pensavano, perché sapevamo quanto quella squadra significasse per loro. Sono loro che fanno la Sampdoria».

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