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Arnuzzo: «Sampdoria? Disorganizzata. Una sofferenza»

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Domenico Arnuzzo, ai microfoni di Primocanale, ha parlato della sconfitta maturata tra le mura della Dacia Arena contro l’Udinese. L’analisi della Sampdoria di Marco Giampaolo

Domenico Arnuzzo, ai microfoni di Primocanale, ha parlato della sconfitta maturata tra le mura della Dacia Arena contro l’Udinese. L’analisi della Sampdoria di Marco Giampaolo.

SOFFERENZA «È stata veramente una sofferenza vedere questa partita, la squadra non è riuscita a fare niente. Se era contro l’Atalanta si poteva dire che gli avversari fossero molto più forti, ma contro l’Udinese, la quale magari ci sarà anche superiore ma non di molto, ti aspetti che la Sampdoria riesca a mettere un po’ in difficoltà l’avversario, nel secondo tempo abbiamo fatto solo un tiro in porta e avevamo bisogno di recuperare il risultato. La mia preoccupazione è sperare veramente si tratti solo di una questione caratteriale, perchè a livello tecnico siamo riusciti a fare davvero poco. Non riesco a capire come potranno fare meglio in futuro perchè sono in una condizione che fa davvero pensare».

GIAMPAOLO«Per giocare palla con la difesa da dietro bisogna avere per forza certe qualità. Sono convinto che anche l’allenatore stia sbagliando qualcosa, ma sono altrettanto convinto che i principali responsabili degli errori siano i giocatori. È possibile capire che gli undici più cinque che scendono in campo sono quelli che determinano il risultato, si allenano in settimana, non penso che Giampaolo dica loro di sbagliare dei passaggi all’indietro e non tirare in porta. I protagonisti della partita sono i calciatori, se sette su undici giocano male si perde la partita. Poi il fatto che stiano giocando male anche coloro che hanno qualità non so spiegarlo, ci vorrebbe uno psicologo».

DISORGANIZZATI «Servono i movimenti giusti senza palla. Se io sono in possesso e quelli vicini si vanno a marcare anzichè a smarcare non so chi servire. La tecnica conta tantissimo ma altrettanto il movimento dei calciatori in campo e l’organizzazione di gioco, un aspetto sul quale con Giampaolo c’era una determinata certezza. Ad Udine ho visto invece un’impressionante disorganizzazione di gioco, il massimo è stato in assenza di gioco non fare il lancio lungo dalla difesa sperando in Dio negli ultimi minuti, si faceva invece il giropalla che non serve più, bisognava avere la capacità di capire che nel finale andavano tirate palle lunghe».