Audero sfoglia la margherita: «Restare qui, andare via…»

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Audero racconta la sua esperienza alla Samp: «In estate non ho avuto dubbi. Futuro? Non prendo io queste decisioni»

Quando la Sampdoria ha deciso, in estate, di affidare la porta a Emil Audero, non tutti i tifosi blucerchiati erano convinti della scelta fatta dai dirigenti del club di Corte Lambruschini. Certo, il pedigree dell’estremo difensore dell’Under 21 parlava in suo favore, ma dopo una sola stagione fra i professionisti, per giunta in Serie B, l’acquisto del gioiellino della Juve costituiva comunque un potenziale rischio. Invece, il numero uno blucerchiato si è conquistato la fiducia di tecnico e tifosi sul campo, dimostrando di essere pronto per la Serie A. D’altronde, per lui, scegliere la Samp è stato facile: «Avevo varie opzioni – racconta il portiere a La Gazzetta dello Sport -, quella blucerchiata era la migliore. Se l’anno precedente mi avessero detto: “Il prossimo anno giocherai nella Samp”, avrei firmato subito. Del resto questo club è sinonimo di serietà e stabilità. Quando segui la Sampdoria dall’esterno, vedi che qui passano ottimi giocatori, non è una società che fa su e giù dalla B. Non ho avuto esitazioni».

Per quanto riguarda l’annata corrente, Audero si mostra soddisfatto del suo rendimento e di quello della squadra, con una sola eccezione: «Secondo me abbiamo sbagliato solo una partita quest’anno, con il Torino. C’è stato qualche passo falso, ma soprattutto dobbiamo trovare il nostro equilibrio: non sbagliare le gare da vincere, facendo poi risultato in quelle difficili. La classifica, oggi, assomiglia tanto a quella della Serie B. Fai bene due gare e sei in Europa League, ne sbagli due e finisci nella mischia». Riguardo invece il suo futuro, che potrebbe essere lontano dalla Sampdoria, Audero non si scopre più di tanto: «Io costruisco il mio futuro con il presente. Non ci penso. So soltanto che facendo bene le cose, alla fine arrivano i risultati, e si possono aprire scenari diversi. Restare qui, andare via… Alla fine sono altri che svolgono questo lavoro. Io posso determinare il mio futuro solo relativamente».