Balbontin punge Bosotin: «Ho visto una bandiera della Samp a Scarpino»

enrique balbontin
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Bandiera Genoa a Boccadasse, Balbontin risponde a Bosotin: «Ne ho vista una della Sampdoria a Scarpino e non ho fiatato»

A pochi giorni di distanza dall’annuncio di Claudio Bosotin di voler portare in tribunale il caso della bandiera del Genoa piantata sullo scoglio di Boccadasse, il noto comico e tifoso rossoblù Enrique Balbontin ha risposto con la sua solita ironia pungente sulle colonne de Il Secolo XIX.

«Entro in tackle scivolato nella “querelle” per la bandiera genoana dello scoglio di Boccadasse, recentemente riposizionata alla “Iwo Jima” da quattro eroici tifosi rossoblù. Il leader storico della tifoseria blucerchiata Bosotin, solitamente simpatico e goliarda, non l’ha presa benissimo e, nonostante i toni concilianti sponda Genoa, nonché l’invito a metterne a fianco una della sua squadra, il Masaniello di Bogliasco non sente ragioni. Ha già preso appuntamento con l’avvocato per farla rimuovere. Il vessillo è lì dal 1972, su uno scoglio dove non rompe il belino a nessuno, salvo qualche cefalo merdaiolo mugugnone, ma per lui questa è un’onta intollerabile, un’ingiustizia per i Genovesi, un’indebita appropriazione di un simbolo cittadino. Ma dove siamo, a Forum “Amaro Camatti Edition”?».

«Trovo l’iniziativa un’assurda e faziosa censura, per di più ipocrita, perché travestita uda salvaguardia di un bene comune. Ci vuole un po’ di tolleranza. Una volta vidi un’enorme bandiera blucerchiata in cima alla collina di Scarpino e non fiatai – scrive Balbontin -. È indignato perché a Boccadasse ci va a mangiare e non vuole vedere quei colori che non rappresentano la città. Se vuole vedere i suoi colori mangiando, può farsi un panetto seduto su un gradino di Scalinata Montaldo. E poi che cos’è questa sottospecie di sovranismo calcistico? Mettere una bandiera su uno scoglio, come dipingere una scalinata, non significa appropriarsi dell’identità di una città. È più discriminatorio toglierla che metterla, una bandiera. Concludo passando il Calumet della Pace a Bosotin che, ricordando i bei tempi (per lui) in cui vestiva una scimmia con la maglia di Eloi, viste le soddisfazioni che gli regaliamo da anni, dovrebbe essere meno ingrato e intollerante nei nostri confronti anche se, dopo le sue parole, sorge spontanea una domanda: se vuole difendere Genova dalle ingiustizie, perché non va da un avvocato per i cori milanisti sulle vittime del Morandi?».