Baldé, una possibilità in prima squadra: non deve finire come Ponce

Baldé Sampdoria
© foto Mattia Bronchelli

La Sampdoria pensa a Baldé come quarto attaccante in rosa: un anno in prestito rischia di interrompergli la crescita

È di ieri la pubblicazione della lista dei convocati per il ritiro di Ponte di Legno. Una delle tante novità si nota nella casella adibita al reparto offensivo, dove a sorpresa non compare il nome di Andres Ponce in favore di Ibourahima Baldé. Il venezuelano paga l’annata disastrosa al Lugano, non per colpa sua ma del tecnico Tramezzani che non lo ha mai inserito nei propri piani: le dieci presenze stagionali, di cui due in Coppa di Svizzera, costano l’esclusione dalle gerarchie di Giampaolo, il quale non si fida del poco minutaggio finora ottenuto dallo stesso Ponce. Come già sottolineato, a prendere il suo posto e vestire gli abiti di quarto attaccante della rosa sarà Baldé: capocannoniere della Primavera al termine della passata stagione e fratello di Keita della Lazio, è un talento cristallino classe ’99 che potrebbe crescere molto alla sua esperienza tra i professionisti.

Per non rischiare di perderlo in giro per l’Italia come avvenuto con molti altri giocatori, la Sampdoria vorrebbe certamente evitare di cederlo in prestito. Al contempo, sarà opportuno tutelarlo da eventuali prestazioni non di livello e critiche premature per un ragazzo della sua età. Baldé dovrà mettersi a disposizione di Giampaolo e conquistare la sua fiducia: tra allenamenti con la prima squadra, convocazioni e buone impressioni, la decisione potrebbe apparire scontata. Ciò non per escludere un eventuale acquisto di valore per l’attacco, bensì per ultimare il suo percorso di maturazione e garantirgli un roseo futuro in blucerchiato, un futuro che verte ormai prettamente sui giovani. Dunque no, non deve finire come Ponce: una cessione sbagliata, un campionato storto si rivelerebbe fatale per Baldé.

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