Baluardo pieno di promesse: Mikulic è il giovane giusto

Sampdoria Mikulic libro
© foto Valentina Martini

La Sampdoria punta Mikulic, difensore centrale classe ’97 che si libererà dall’RNK Spalato a parametro zero: un affare da non perdere

Ogni estate la stessa storia. Riccardo Pecini non può fare proprio a meno di mettere sui giovani talenti e portarli alla Sampdoria, sancendo dunque contemporaneamente una sicurezza tattica per il campionato e una plusvalenza riguardo una loro futura cessione. È successo con Milan Skriniar, succederà con Patrik Schick e Dawid Kownacki, senza dimenticare Lorenco Simic appena approdato all’Empoli. E perché non con Bozo Mikulic, stella classe ’97 di proprietà dell’RNK Spalato. Per poco, però: data la retrocessione in seconda divisione e poi in terza per i problemi economici del presidente, il difensore centrale può liberarsi a parametro zero, facendo valere di conseguenza una speciale clausola nel suo contratto che interrompe il rapporto con la società prima del 2019. La Sampdoria si è già seduta al tavolo con il suo entourage, si attende solamente la risposta definitiva.

Analizziamo nel dettaglio la sua carriera. Nasce calcisticamente nell’Omladinac Vranjic, ma all’età di undici anni entra nel settore giovanile dell’RNK Spalato dove rispetta tutta la trafila e, completato il percorso di crescita, non ottiene lo spazio che sperava con i grandi. Si trasferisce così in prestito all’Imostski, collezionando 13 presenze e realizzando una rete. Torna alla base, si fa notare dalla nazionale croata Under 19 ed esordisce contro il Belupo: da lì in poi, un crescendo di prestazioni. Malgrado il totale fallimento corale, Mikulic si mette in mostra, dall’alto dei suoi 194 centimetri, e perfeziona una corporatura possente che garantisce una forte solidità nella coppia arretrata. Nel gioco aereo è insuperabile, mancino con qualche esperienza da terzino, buona tecnica della gestione del pallone. Tutte qualità che sono migliorabili con il trascorrere del tempo e, seppur non giocando da titolare, un anno in Serie A non può che fargli bene.