Cessione Sampdoria: la strategia di Ferrero

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Vendere la Sampdoria per risanare Eleven Finance: la strategia di Ferrero e i tempi della cessione

SAMPDORIA IN VENDITA: L’ANNUNCIO DI FERRERO

Il percorso di risanamento della Eleven Finance è stato dalla nascita concepito in maniera tale che la Sampdoria dovesse essere venduta. Massimo Ferrero e i professionisti che lo affiancano l’avevano chiaro in mente da subito e avevano messo in moto la macchina della cessione già settimane fa: prima del ricorso, depositato settimana scorsa, per l’ammissione alla procedura del concordato preventivo della Eleven Finance, il Viperetta aveva già nominato un advisor che si occupasse di trovare possibili acquirenti. Questa volta, però, la priorità sarà evitare tutta quella risonanza mediatica da cui le trattative col gruppo Vialli erano state caratterizzate.

Il valore delle proprietà immobiliari della famiglia Ferrero – precisa Il Secolo XIX – è potenzialmente superiore alla cifra a cui i debiti ammontano, ma la loro cessione richiederebbe tempi medio-lunghi. Mettere in vendita la Sampdoria, perciò, è stata una scelta condivisa che permetterebbe di ottenere complessivamente meno soldi ma tutti insieme e in tempi più brevi.

L’attuale patron blucerchiato, infatti, deve presentarsi tra circa due mesi davanti al
giudice fallimentare del Tribunale di Roma con in mano un piano concreto per risarcire i debitori della Eleven Finance (il fisco e la società Marte, subentrata a Romeo): per farlo servirà arrivare con una proposta vincolante firmata di acquisto della Sampdoria. Non occorre perciò vendere subito il club – anche perché sarebbe praticamente infattibile – ma perlomeno avere la certezza che quel denaro entrerà nelle tasche di Ferrero, anche dopo qualche mese. Denaro che consentirà nell’immediato di tenere in vita la procedura del concordato, ottenendo la concessione di un termine per la successiva presentazione della
proposta. Nel caso il concordato fosse respinto, tutte le proprietà – immobiliari, ma anche la Samp – finirebbero nelle mani del tribunale, che si occuperebbe della vendita. E l’ultima cosa che vuole Ferrero è proprio questa.