Crotone-Sampdoria, Eramo ricorda: «Esultai come un matto»

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Eramo ricorda il gol contro la Sampdoria allo “Scida”: «Esultai come un matto perché fu una rivincita contro chi non aveva creduto in me»

Nell’anno della Serie B, le cose per la Sampdoria, soprattutto a metà campionato, non andavano affatto bene: chi si era immaginato che i blucerchiati potessero ammazzare il campionato grazie agli acquisti stivi e ai giocatori di livello superiore rimasti in rosa, si sbagliava di grosso, tanto che, anche dopo l’arrivo di Iachini in panchina, ci furono giornate in cui i blucerchiati furono più vicini alla zona play-out che a quella play-off. Uno dei punti più bassi toccati dalla squadra blucerchiata in quell’anno – nonostante ad aprile la Samp fosse in ripresa – fu senza dubbio la sconfitta di Crotone.

A segnare a tempo praticamente scaduto fu peraltro un giocatore di proprietà blucerchiata, Mirko Eramo. La sua incontenibile esultanza fece arrabbiare molti tifosi doriani: «Segnai al 93’, all’ultimo respiro – ricorda il centrocampista ora all’Entella ai taccuini de La Repubblica, ed esultai come un matto anche perché per me quella partita rappresentava l’occasione per prendermi una rivincita su chi non aveva creduto in me, fu come liberarsi di un peso». Il centrocampista, dopo 3 anni in rossoblù, ha poi avuto la possibilità di tornare a Genova: «Ho avuto la fortuna di allenarmi per sei mesi con un maestro come Giampaolo, uno che pensa alla partita della domenica 24 ore su 24 e permette ai propri giocatori di sapere tutto di ogni singolo avversario».

Il classe ’89 fa poi una previsione sulla partita di domenica: «Attenzione al Crotone, perché l’ambiente e le motivazioni, allo “Scida”, possono fare la differenza. Se la Samp può scivolare come a Benevento?  Non penso rifacciano lo stesso errore di valutazione, lì sono venute meno le motivazioni. La squadra di Zenga non è più una Cenerentola, conosce la ricetta per rimanere in A, sa come combattere e portare a casa il risultato anche con squadre più forti. E il fatto di essersi appena ritrovati in zona retrocessione penso li porterà a fare una partita ancora più attenta – conclude Eramo –, di organizzazione e collettivo».

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