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EURO 2020, Ranieri: «Damsgaard? Me lo sono goduto alla Sampdoria»

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EURO 2020, Claudio Ranieri fa il punto sulla competizione: dalla vittoria dell’Italia, a Inghilterra-Danimarca. Parole al miele per l’esterno della Sampdoria

Claudio Ranieri, ex tecnico della Sampdoria, fa il punto su EURO 2020: dalla vittoria dell’Italia contro la Spagna, all’analisi della partita tra Inghilterra e Danimarca. Parole al miele per l’esterno blucerchiato: Mikkel Damsgaard. Le sue dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport

MERITATA – «Una sofferenza, l’ennesima, ma il calcio internazionale a alti livelli è questo. Uno spettacolo magnifico, lo sport è anche sudore, fatica, lotta e lacrime. I rigori sono angoscia, tormento, dolore, illusione. Sono crudeli, ingiusti, spietati. Questa volta paga il prezzo la Spagna che è stata una magnifica avversaria: merita gli applausi sinceri. Ma noi l’abbiamo affrontata nel sul territorio, il calcio a due tocchi, che è la cosa più difficile. Siamo stati costretti a scendere sulla loro dimensione, a misurarci con un calcio che appartiene a loro, ma che noi siamo riusciti a fare anche nostro, nel rispetto delle nostre qualità»

LA PARTITA – «Abbiamo giocato una partita diversa rispetto alle precedenti perché era l’avversario a essere profondamente diverso. Sapevamo che se fossimo andati a pressare si sarebbe rischiato qualcosa, ma abbiamo avuto coraggio e nelle fasi più delicate non abbiamo mai ceduto. È un successo che contiene qualcosa di simbolico. Nell’ultimo decennio avevamo subito la grandezza della Spagna, una nazione che ha dato un’impronta decisiva a questo sport.Ci aveva eliminati ai rigori all’Euro 2008 ai quarti e ci superò in finale nel 2012. Abbiamo inseguito il loro calcio. Lo abbiamo studiato, lo abbiamo verificato. Siamo stati costretti a metterci in discussione, a cambiare qualcosa, a migliorare, ma nel rispetto della nostra cultura.Abbiamo riscoperto anche l’importanza della tecnica. Peccato quel momento di disattenzione in difesa, loro sono stati bravi a trovare il buco centrale. Difficile dire chi sia stato il migliore. Stavolta più che mai è emerso il senso della squadra. Chiesa ha segnato un gol stratosferico. Nel primo tempo avremmo dovuto cercarlo in più insieme a Insigne. La Spagna ha pareggiato nel momento in cui noi stavamo prendendo il sopravvento: abbiamo avuto due palloni importanti con Berardi, peccato. Ma alla fine è andata, abbiamo superato i 120’ e poi i rigori. Domenica ci presenteremo a Wembley a testa altissima. Giocheremo probabilmente in trasferta.Alla vigilia del torneo avevo previsto nella video chat con gli allenatori della premier una finale Inghilterra-Italia.Al cinquanta per cento ci ho preso con il pronostico.Vediamo che cosa accadrà stasera nell’altra semifinale. Splendido lo spettacolo del pubblico. In curva, a Wembley, c’era tutta l’Italia che ama il calcio».

INGHILTERRA-DANIMARCA – «L’Inghilterra sta tornando la squadra forte che era negli anni Sessanta. È una gran bella squadra, si è risvegliato Kane come avevo previsto – mai affrettare i giudizi sui campioni-, Southgate sta lavorando benissimo, grazie a pragmatismo, buon senso e gestione saggia degli uomini. Ha due uomini diga di fronte alla difesa come Rice e Phillips: sono determinanti per l’equilibrio generale. È stata finora la chiave dell’Europeo dell’Inghilterra. Mason Mount è un gioiello: è l’uomo che crea e spesso anche conclude, si muove spesso nella terra di nessuno, tra le due linee avanzate e diventa un’arma pericolosa. Gli assist sono il fiore all’occhiello del suo repertorio. Gli esterni, Walker e Shaw, spingono bene: il primo più presente nella fase difensiva, si aggiunge spesso alla coppia centrale Stones-Maguire.Il secondo è diventato uomo assist: una risorsa in più da non sottovalutare. Però occhio alla Danimarca. Si è compattata dopo la grande paura del malore di Eriksen. È una nazionale equilibrata, senza punti deboli. Conosco bene il portiere, Kasper Schmeichel: con lui vincemmo il titolo a Leicester.Christensen ha conquistato la Champions con il Chelsea, giocando una gara straordinaria contro il Manchester City. Hojbjerg mi piaceva ai tempi del Southampton: al Tottenham ha acquisito una dimensione internazionale. Poi ci sono conoscenze del nostro campionato. Stryger Larsen dell’Udinese e Maelhe dell’Atalanta sono fortissimi quando spingono».

DAMSGAARD – «Nella Sampdoria mi sono goduto la crescita di un talento come Damsgaard: è giovane e ha uno splendido futuro di fronte a sé. Con lui la Danimarca ha recuperato in parte la qualità persa con la rinuncia forzata di Eriksen. Delaney, del Borussia Dortmund, ha i tempi di gioco e l’esperienza della Bundesliga. Dolberg, quando è sceso in campo, è sempre andato benissimo. Una squadra leggera, libera nella mente e può godersi la partita. È spensierata. L’Inghilterra giocando in casa avrà iltifo, ma anche la pressione. Sentirà addosso la spinta di una nazione che crede in modo fortissimo nella finale e nella possibilità di vincere il primo Europeo della sua storia: certe cose caricano, ma possono anche tagliare le gambe ai giocatori. E per la Danimarca questo è un punto a favore».