Ferrero alle strette: niente Palermo se rimane alla Samp

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Niente Palermo per Ferrero, se rimane presidente della Sampdoria: il sindaco Orlando vuole interdire chi ha già altri club. E Miccichè tifa per lui: «Ci vuole un pazzo»

Si complica la pista Palermo per Massimo Ferrero. Come già anticipato nei giorni scorsi dall’imprenditore Dario Mirri, che ha di fatto allontanato Er Viperetta dal club rosanero poiché già alla guida della Sampdoria, la società siciliana potrà essere rilevata soltanto da figure che possano dedicarsi completamente alla sua causa, senza essere immischiate in altre realtà.

Il 12 luglio la FIGC prenderà una decisione sul futuro del Palermo e, in caso (quasi certo) di retrocessione in Serie D, l’amministrazione comunale pubblicherà il bando di gara per l’acquisizione della società. Secondo quanto svelato da La Gazzetta dello Sport, sono due i possibili scenari: l’esclusione a priori di soggetti già proprietari di altre squadre, oppure la definizione di una soglia massima di quote di partecipazione (si parla del 5%) in altri club. Ferrero, a questo punto, sarebbe automaticamente impossibilitato a prendere in mano le redini del Palermo. Anche per questo motivo, una cessione della Sampdoria è sempre più probabile, e già all’inizio della prossima settimana si potrebbe arrivare ad un closing con il gruppo Vialli, anche se Aquilor sta preparando un nuovo rilancio.

Intanto, però, dalla Sicilia arrivano apprezzamenti nei confronti dell’attuale patron blucerchiato. Il presidente dell’Assemblea Regionale siciliana Gianfranco Miccichè non nasconde di sostenere una sua candidatura alla presidenza rosanero: «Ferrero, Lotito, Cairo, imprenditori cinesi: e perché no? Io tifo perché arrivi un “pazzo” come lo fu a suo tempo Zamparini, capace in pochissimo tempo di trasformare il Palermo in una squadra d’elite. Si guardi al futuro con la capacità di trasformare questa tragedia sportiva in una grande opportunità. Mi auguro che non si vada dietro a equilibrismi politici o inutili romanticismi, non credo sia importante la carta d’identità della nuova proprietà, ma soltanto il progetto sportivo», riporta mediagol.it.