Ferrero stuzzica Giampaolo: «Molli il freno a mano e diventi la Fiat»

sampdoria ferrero
© foto www.imagephotoagency.it

Ferrero a tutto tondo: Sabatini una testa matta, Giampaolo deve mollare il freno e l’Europa non un sogno ma un regalo

Massimo Ferrero non è mai banale e, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, rilascia una lunga intervista toccando tanti temi: lo stadio di proprietà, l’arrivo di Walter Sabatini, i limiti di Marco Giampaolo e il calciomercato, fino all’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte della Juventus. In tema stadio, ieri si è tenuto l’incontro a Palazzo Tursi con Marco Bucci e poi in Regione con Giovanni Toti, il presidente della Sampdoria vuole acquistare il “Ferraris”: «Nel lavoro oggi non c’è più amore ma solo paura, per questo hanno fatto perizie così alte. Ora le istituzioni ci stan­no dando una mano e si farà di tutto per far felici Samp, Ge­noa e i loro tifosi. Io questo sta­dio lo voglio, e quando me ne andrò lo metterò su quattro ruote e me lo porterò via».

L’arrivo di Sabatini ha completato la squadra dirigenziale dopo gli addii di Daniele Pradè e Riccardo Pecini. Il primo incontro tra il numero uno doriano e il direttore generale fu particolare: «Mi incuriosì appena entrai in questo mondo. Volevo Romagnoli: per parlarne mi diede appuntamento al Cinema Adriano, alle sei di un sabato po­meriggio. Questo principe del calcio, senza avvisarmi, arrivò alle dieci di sera. Non so­lo: mi liquidò in dieci minuti. Però poi Romagnoli me l’ha da­to e mi restò il fascino per que­ stagrandissima testa di cavolo, che mi fa incazzare perché fu­ma cento sigarette al giorno e ha se stesso come peggior ne­mico. Ma forse il segreto è che un po’ mi identifico in lui: una testa matta, un cavallo di razza a cui ogni tanto bisogna tirare le redini. Lui va dove lo porta il cuore, e se il cuore sanguina so’ cavoli». E poi c’è il grande amore per Giampaolo, un tecnico che potrebbe fare di più come afferma lo stesso Ferrero: «Lo adoro, ma uno dei motivi per cui ho scelto Sabatini che al contrario di me mastica calcio è che può to­gliergli quel freno a mano che tiene troppo tirato. E convin­cerlo che se si sentirà un po’ meno integralista, artigiano del calcio, e un po’ più indu­striale, potrà diventare meglio della Fiat. Quel giorno lo rim­piangeremo, lo chiamerà il mondo».

Il mercato non dorme mai e la Sampdoria ha già ceduto qualche pedina importante: Duvan Zapata, Lucas Torreira, Emiliano Viviano. Il prossimo? Ferrero nicchia: «Praet è come un gabbiano che sfiora il prato invece che il mare: vorrei tenerlo per godermi questa me­ravigliosa mezzala inventata da Giampaolo e per fare felice il mio allenatore». L’obiettivo Europa League, sebbene anche la coppa Italia sia importante, non deve rimanere un sogno: “È un regalo che una squadra come la Samp può fare a se stes­sa e ai suoi tifosi. Un sogno è la Champions: il mar dei Caraibi. L’Europa League è un’ambizio­ne: il Mediterraneo». E infine Cristiano Ronaldo che giocherà nella prossima Serie A: «Un campione che ci farà bene, e complimenti ad Andrea Agnelli e alla Juve. Finalmente saremo di nuovo nominati an­che noi fra i grandi mari, come un oceano. Sa cosa dicevo pri­ma che arrivasse Ronaldo? Sia­mo poco pesce e tanta acqua: troppa, come sono troppe venti squadre. Ed erano troppe venti teste che ragionavano su come avvitare una lampadina, quella dei diritti tv. Infatti, dai e dai, poi la luce s’è accesa».


VUOI RESTARE AGGIORNATO SULLA SAMPDORIA? SCARICA LA NOSTRA APP!