La Sampdoria è matura: finalmente il centrocampo è decisivo

© foto Valentina Martini

Il vero segreto di questa Sampdoria sembra essere il centrocampo: non solo rottura ed impostazione, finalmente arrivano assist e gol

Otto gol in due partite, per una squadra come la Sampdoria, non sono roba da tutti i giorni: dopo la sonora sconfitta di Udine e il primo tempo giocato soffrendo contro l’Atalanta i blucerchiati hanno pigiato decisamente sull’acceleratore, tirando fuori nel secondo tempo contro i nerazzurri e ieri contro il Crotone prestazioni gagliarde, trame di gioco interessanti e un cinismo visto raramente in campo. I fattori del momento positivo della Samp sono molteplici, dal grande stato di forma degli attaccanti – 11 reti fra Zapata, Quagliarella e Caprari, con Kownacki che ha iniziato l’inseguimento ieri sera – ad una difesa tornata blindata, ma l’elemento più importante e decisivo è soprattutto uno, il centrocampo. Dopo un anno, come quello passato, in cui i centrocampisti – Fernandes ed Alvarez a parte, in quanto trequartisti – avevano segnato davvero con il contagocce – due reti Barreto, una Praet -, in questo avvio di campionato si è potuta toccare con mano una maggiore incisività del centrocampo nelle giocate offensive.

Sì, perché, se il gol dello stesso Barreto contro il Foggia può non far testo, in queste due ultime partite la Samp è certamente riuscita a sdoganare il ritornello secondo cui i blucerchiati segnerebbero solo con gli attaccanti, pochissimo con i centrocampisti e mai con i difensori. Contro Atalanta e Crotone, infatti, ben tre delle otto reti totali realizzate non sono arrivate dai centravanti: Ferrari ha aperto il conto contro il Crotone, Linetty si è concesso la licenza di esultare per ben due volte, timbrando il cartellino contro orobici e pitagorici. Non solo i gol però, perché è tutta la catena del centrocampo a funzionare a dovere, tanto che entrambi i passaggi vincenti per le due reti di Linetty sono arrivati da Praet. Il belga, più a suo agio quest’anno nel ruolo di mezz’ala impostogli da Giampaolo, è diventato un fattore determinante, ha imparato a contenere – ieri un paio di recuperi in tackle davvero da applausi – senza per questo smarrire la sua propensione offensiva e la sua visione di gioco. In generale, sembra essere questo il vero segreto della nuova Sampdoria: un reparto mediano che non solo filtra e imposta, ma che diventa decisivo anche nell’area avversaria. Questa è una delle chiavi di volta per far sì che una squadra cresca, e la Samp sembra aver finalmente fatto il tanto auspicato salto di qualità anche da questo punto di vista.