Il doppio ex Martinez: «Sarei rimasto alla Samp, Roma esigente»

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Il doppio ex di Sampdoria e Roma Gilberto Martinez: «Sarei rimasto a Genova. Ambiente ideale e organizzato, almeno con Garrone»

Arrivato in prestito dal Brescia nello scambio che portò Pietro Accardi in Lombardia, Gilberto Martinez ha vestito la maglia della Sampdoria nella stagione più sfortunata dell’ultimo decennio, quella della retrocessione avvenuta nel 2011. Una manciata di apparizioni in campo da gennaio a giugno, per il difensore costaricano, prima di lasciare Genova e fare ritorno in biancoblù. Tuttavia, col senno di poi, Martinez non avrebbe voluto terminare quell’esperienza in così breve tempo: «Retrocedemmo e per quello fu una stagione sfortunata. Dal mio punto di vista, però, mi trovai bene. Sarei rimasto anche volentieri se ci fossero state le condizioni. Quello della Sampdoria – ha spiegato ai microfoni di vocegiallorossa.it – è un ambiente ideale per giocare a calcio e la società era molto organizzata. Almeno era così allora con il presidente Garrone, ora non saprei giudicare l’attuale presidenza di Ferrero non vivendola in prima persona».

Il classe ’79, che ora gioca in Promozione con la maglia del Corigliano, nel 2006 raggiunse l’apice della sua carriera approdando alla Roma. Questo fa di lui un doppio ex del match che domenica all'”Olimpico” vedrà i giallorossi sfidare la Sampdoria. Anche in quel caso, però, la fortuna non lo aiutò e Martinez si infortunò ai Mondiali, nella prima gara contro la Germania, compromettendo la sua carriera a causa di una lesione alla cartilagine del ginocchio, e naturalmente anche la sua avventura con la maglia della Lupa: «Ho ottimi ricordi, nonostante tutto. Furono tutti molto gentili con me, a cominciare da medici e fisioterapisti. Poi, ebbi la fortuna di condividere lo spogliatoio con tanti calciatori fortissimi, in particolare c’erano due come Totti e De Rossi. Due capitani e uomini di un’umiltà rara. Era questo il loro grande segreto. Hanno fatto la storia della Roma e Daniele continua a farla ancora oggi. Roma è un ambiente molto difficile, esigente, dove le aspettative dei tifosi sono altissime. Anche giustamente – conclude Martinez – vista la città che rappresenta».