I numeri magici

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Al fischio finale dell’arbitro Massa dopo la conclusione dell’Inter-Samp, mi sono sentito come il personaggio di una serie tv che ho visto con molto pathos, ma di cui non ho mai capito molto.

“Lost” si è concluso ormai sei anni fa, lasciando più o meno basiti diversi dei suoi fan. Tra i personaggi più enigmatici, c’era senza alcun dubbio Desmond Hume (cognome in omaggio al filosofo David Hume). Al di là dello sviluppo del personaggio prima e dopo l’isola, è curioso il compito che gli viene assegnato una volta arrivato nelle strutture della Dharma.

Ogni 108 minuti, Desmond inserisce una sequenza di numeri (4, 8, 15, 16, 23, 42) e preme un pulsante, rilasciando così un’enorme scarica elettromagnetica proveniente da sotto il bunker. Non è sicuro di tutto questo, ma lo fa lo stesso. Ecco, io sabato sera mi sono sentito così: non sono sicuro cosa accadrà, ma sembra quasi che lo scenario sia sempre lo stesso.

E credo che anche Vincenzo Montella – a modo suo – stia cominciando ad avere qualche dubbio.

Anche i tifosi sampdoriani hanno sei numeri magici che potrebbero digitare da qui a domenica prossima, senza esser sicuri della loro effettiva utilità. Tuttavia, il 3-1 subito a Milano da un’Inter che è sembrata a pezzi nell’ultimo periodo deve far riflettere.

Il primo numero è il 2, come gli allenatori succedutisi quest’anno sulla panchina del Doria. Mentre Vincenzo Montella viene messo alla berlina per i pochi punti ottenuti, Walter Zenga è riuscito nella mitica impresa di dimettersi anche dall’Al-Shaab, che con lui ha collezionato nove sconfitte in 13 partite. Rimpiangere il passato sembra inutile, mentre non è che veda grosse alternative in caso di addio di Montella.

I numeri successivi sono il 3 e il 32, che equivalgono ai moduli usati con una certa continuità in questa stagione e al numero di giocatori impiegati solo in Serie A. Con Zenga si era partiti con il 4-3-3, salvo poi passare al 4-3-1-2 e all’utilizzo del trequartista. Montella, invece, da qualche gara ha deciso di puntare in maniera netta sul 3-4-2-1, che però non sta comunque evitando il problema principale di questa stagione.

Già, perché sono 46 i gol subiti dalla Sampdoria in questo campionato di Serie A. Il Palermo dell’appena tornato Iachini ci ha tenuto a superarci con la goleada subita all’Olimpico, ma il Doria rimane la terza peggior difesa dell’intero campionato. Difficile pensare di vincere le partite se hai tenuto solo quattro clean sheets in tutta le competizioni e parti automaticamente sotto di uno o due gol per errori gratuiti.

Un’altra statistica mi ha colpito: 19.  La posizione della Samp nella classifica degli intercetti da quando è arrivato Montella. Non so se avete notate come il Doria difficilmente recuperi palla e riparta velocemente, o quanto meno lo fa meno di altre squadre. In questa speciale graduatoria, solo il Napoli è dietro alla Samp. Ma è dietro perché fa ben altro gioco e occupa altri borghi della classifica.

Ultimo, ma non per importanza, è il numero 6: sono i punti da giocarsi nelle due fondamentali sfide-salvezza delle prossime settimane. Prima il Frosinone al Ferraris, poi l’Hellas al Bentegodi di Verona. Inutile dire che due vittorie allontanerebbero qualunque fantasma, creatosi vedendo l’andamento delle ultime giornate: nel 2016 i ciociari hanno recuperato quattro punti alla Samp, gli scaligeri cinque.

Ora starà a Montella prendere questi numeri e farci qualcosa, proprio perché le prossime due partite non saranno decisive, ma di più. Montella si dice ogni volta contento di aver visto qualcosa in più rispetto alla partita precedente. E in un certo senso, stavolta non ha torto: la conta delle occasioni tra Inter e Samp è praticamente uguale. Cambiano però la concretezza sotto porta e l’attenzione difensiva tra le due squadre.

Le gare contro Frosinone e Hellas ricordano vagamente – per importanza – quelle disputate contro Parma e Chievo nel 2010-11. Sappiamo benissimo come finì all’epoca. La speranza è che questi numeri magici, usati all’infinito e senza perché, prima o poi possano svelare una qualche utilità nella corsa all’unico obiettivo rimasto quest’anno: la permanenza della categoria.