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Editoriale

La grande soddisfazione

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La vittoria per 2 a 0 sul Torino è la quinta tra le mura del Ferraris e interrompe la striscia di vittorie di Sinisa Mihajlovic, che aveva raccolto nove punti in tre partite, avvicinando le zone alte della classifica.

CLASSIFICA CHE RIDE – Sembrerà un discorso spicciolo, ma ogni tanto fa piacere lasciarsi andare in qualcosa prodotto di petto piuttosto che ragionato. Che grande soddisfazione battere Sinisa Mihajlovic e il suo Torino. Sia per l’aver costretto il tecnico serbo a uscire dal Ferraris a testa china, sia per l’aver interrotto una delle strisce positive più importanti di questo campionato, perché insieme con l’Atalanta è sicuramente la squadra granata quella più dirompente di quest’anno, che più sta cercando di donare soddisfazioni inattese ai propri tifosi. Cadono entrambe, per mano della Juventus e della Sampdoria, che stavolta, ancora una volta, ha vinto per mano di un tecnico che se troppo spesso si fa criticare per le sue convinzioni eccessive, altrettante volte riesce a spuntarla, dimostrando che dalla sua un po’ di ragione ce l’ha.
Partiamo subito col dire che questo ruolino di marcia è indubbiamente piacevole da guardare, da assistere e dona tantissima soddisfazione: la Sampdoria, in sostanza, vince in casa, donando nuovamente lo status di fortino al Ferraris, che manca sin dai tempi di Delneri, e pareggia in trasferta, come dimostrato a Firenze e a Crotone, per citare le ultimissime sfide. Se dopo la visita allo Scida mi era balenata l’idea dei due punti persi, non posso che ritenermi soddisfatto, adesso, per questa classifica, che porta il Doria a 22 punti, esattamente a sei lunghezze da chi sta facendo dei campionati ben diversi e che raccoglie più facilmente gli onori della cronaca, leggasi Lazio e Atalanta, o anche il Napoli. Ci è voluto poco, a quanto pare, perché inanellare questi risultati consecutivi ha permesso alla squadra di Giampaolo di spiccare il volo e iniziare a ragionare su altri lidi, senza voler ambire a chissà quali palcoscenici, senza doverci necessariamente montare la testa, ma almeno sappiamo che adesso al Ferraris, con la forza del dodicesimo uomo in campo, non si passa più così facilmente come poteva accadere nelle precedenti gestioni.

LE CONVINZIONI DI GIAMPAOLO – Venendo alla partita di ieri, invece, parlavamo delle convinzioni di Giampaolo: se continuo a non capire assolutamente lo spasmodico amore provato per Ricky Alvarez, al netto del gol che ha aperto le marcature contro il Cagliari in Coppa Italia, c’è indubbiamente da premiare quell’insistenza avuta con Patrick Shick. Il giovane ceco a luglio, appena arrivato a Marassi, diceva di ispirarsi a Ibrahimovic, di non essere un trequartista: ieri è entrato al posto di Muriel e ha avuto la possibilità di trovare il suo secondo gol in campionato, dopo quello alla Juventus. Un’azione che premia i cambi, perché l’assist è di Linetty, che dopo tanto macinare chilometri sull’erba verde ha avuto la possibilità di rifiatare e cedere il passo a Praet, arretrato a mezz’ala. Sul belga, tra l’altro, ancora una volta c’è da premiare la gestione di Giampaolo, che lentamente lo sta integrando in questo calcio e lo sta facendo crescere: lui premia con la velocità giusta che serve a un centrocampo brioso e che cerca gli inserimenti, soprattutto là dove, in questa giornata, Bruno Fernandes appare stanco, complice anche il doppio impegno ravvicinato che, per chi non è abituato, può risultare deleterio. Resta, come vi dicevo, il dubbio attanagliante sulla condizione di Alvarez, un giocatore che pur avendo disputato appena dieci minuti ha dato modo e tempo di farci capire che in questa Sampdoria non è tanto ben inserito: non bisogna cercare necessariamente la giocata personale in una condizione di favore per il compagno, come quando Quagliarella andava servito in area di rigore piuttosto che perseguire una conclusione che poche gioie avrebbe potuto donare all’intera squadra.
Senza dilungarci, però, in dubbi su alcuni giocatori che restano oggetti del mistero, voltiamo pagina e pensiamo già alla Lazio, perché questo dicembre si chiuderà in maniera decisamente forte con delle sfide che avranno modo di esaltare la condizione del Doria, contro gli ostici avversari di Chievo e Udinese, sulla carta sei punti fattibili, ma che nascondono non poche insidie. Prendiamo tutto ciò che sarà come viene, senza agitazione e senza preoccupazioni: magari a marzo inizieremo a ragionare su quale potrebbe essere il nostro obiettivo. La gioia migliore, al momento, è sapere che la Sampdoria di Marco Giampaolo abbia ingranato e sia pronta, pare, a godere della propria continuità.

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